“Non C’è Confine”: il dolore diventa arte e memoria nella nuova mostra di Alice Voglino

In mostra dal 7 novembre presso Atelier Voglino, le opere di Alice Voglino esplorano il concetto di confine interiore, celebrando la resilienza e il legame con le radici familiari attraverso dipinti e ricami.

Dal 7 novembre 2024 al 14 gennaio 2025, l’Atelier Voglino di Verona ospiterà Non C’è Confine, una mostra curata da Cristina Cuttica con le opere dell’artista Alice Voglino. In questa raccolta, l’artista esplora il concetto di confine non solo come linea fisica o geopolitica, ma anche come barriera interiore e simbolica che spesso innalziamo contro il dolore e la fragilità. L’opening è previsto per giovedì 7 novembre dalle 17:30 alle 19:30.

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Voglino, attraverso dipinti e ricami, reinterpreta la memoria familiare con un tocco personale e intimo. “Non C’è Confine” si ispira ai corredi ricamati delle sue tris-nonne, oggetti di famiglia impregnati di storie passate, e rielabora il significato di queste radici nella sua vita. Utilizzando tessuti impregnati di colore acrilico diluito, l’artista lascia che il colore si diffonda liberamente, simboleggiando l’inevitabilità della vita e degli eventi che non possiamo controllare. Su questi tessuti, Voglino ricama con fili colorati, creando “cicatrici” che diventano segni di rinascita.

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La mostra si propone come un invito a superare il concetto di confine come elemento di separazione, abbracciando il dolore e le esperienze che, anziché soffocarci, contribuiscono a definire chi siamo. Le opere di Alice Voglino esprimono un legame senza tempo tra passato e presente, trasformando la sofferenza in bellezza e celebrazione dell’umanità.

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