“Ne la città dolente”: in 400 per lo spettacolo itinerante nel Carcere di Verona

Già esauriti da settimane i posti per le quattro le repliche del progetto teatrale del regista Alessandro Anderloni. L’iniziativa coinvolge un gruppo di detenuti della casa circondariale scaligera in una selezione di terzine tratte dalla prima cantica della “Divina Commedia”

Quattro repliche e quattrocento spettatori per uno spettacolo itinerante nei luoghi della detenzione. Il Teatro del Montorio, la compagnia teatrale diretta dal regista Alessandro Anderloni nata nel 2014 nel Carcere di Verona, porta in scena Ne la città dolente dall’Inferno di Dante Alighieri. Si tratta del primo capitolo di un percorso di tre anni dedicato alla Divina Commedia che arriverà fino al 2021, nell’ambito del progetto “Dante Settecento” promosso dall’associazione culturale Le Falìe.

I posti per gli spettacoli (29 aprile e 2, 3, 4 maggio) sono esauriti da settimane. A calcare la singolare scena sono quattordici attori e un’attrice del Carcere di Montorio insieme con otto studenti delle scuole veronesi “Marco Polo”, “Angelo Berti”, Ipsia “Giovanni Giorgi” e “Nani-Boccioni” per un’iniziativa che ha il sostegno della Fondazione San Zeno e il patrocinio dell’Ufficio Scolastico VII d’Ambito Territoriale di Verona, nonché la collaborazione del Festival Biblico all’interno del quale sono inserite due date.

«È Dante nella sua essenzialità», dichiara il regista Alessandro Anderloni. «Non abbiamo tradotto o semplificato alcuna parola delle terzine. La Compagnia del Montorio ha lavorato con una generosità sorprendente, cercando il suono di Dante, insieme con una partecipazione intima a quanto interpretano. I luoghi suoneranno con le voci degli interpreti: corridoi, aule, palestre e passeggi evocheranno i luoghi camminati dal poeta, percorsi nuovamente settecento anni dopo dagli attori insieme col pubblico. Questo luogo rende ancora più necessario attenersi ai versi di Dante, ché in quei versi c’è già tutto, e in essi può ritrovarsi ciascuno dei lettori. Il dialogo che la Divina Commedia tesse con i protagonisti del progetto è stato intensissimo, fin dalla prima lettura. E, di prova in prova ha scavato sempre più in profondità».

La direttrice del Carcere di Verona Mariagrazia Bregoli, che con il Corpo di Polizia penitenziaria e l’Area educativa del carcere hanno reso possibile questa esperienza unica e irripetibile, ribalta il titolo dello spettacolo: «Vogliamo dimostrare che il carcere non è una città dolente ma un luogo vivo, dove possono essere creati percorsi teatrali di altissimo livello. Nemmeno il monito “lasciate ogne speranza voi ch’intrate” è valido: qui si può coltivare la speranza, anche grazie al teatro».

Lo spettacolo è strutturato in una successione di quadri tratti dai 34 canti dell’Inferno con una selezione di terzine. Gli spettatori incontreranno Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Brunetto Latini, Ulisse, il Conte Ugolino. E con loro Caronte, Minosse, Cerbero, Pluto, i diavolacci di Malebranche.

La rappresentazione teatrale è frutto di un laboratorio annuale tenuto da Alessandro Anderloni insieme con l’attrice Isabella Dilavello e l’attore-danzatore Paolo Ottoboni. È possibile seguire il racconto fotografico dello spettacolo sulla pagina Facebook “Dante Settecento”.

 

Ne la città dolente

Spettacolo itinerante da l’Inferno di Dante Alighieri

Carcere di Verona – Via San Michele, 15

Rappresentazioni: lunedì 29 aprile e giovedì 2 maggio e, nell’ambito del Festival Biblico, venerdì 3 e sabato 4 maggio (sempre alle 19)

Accesso consentito solo su prenotazione. Informazioni sul sito www.lefalie.it

Progetto organizzato dalla Direzione del Carcere di Verona

In collaborazione con l’Associazione culturale Le Falìe (www.lefalie.it)

Con il sostegno della Fondazione San Zeno Onlus (www.fondazionesanzeno.org)