Il viaggio di Carlo Maver sulla via dell’Azalaï

La Libreria Gulliver e il pub Cohen organizzano una serata dedicata al musicista Carlo Maver, bandoneonista e flautista bolognese. Venerdì 16 marzo alle 21, presso il Cohen, Maver alternerà momenti musicali a letture del suo diario di viaggio, Azalaï. 1500 km a piedi nel deserto. A dialogare con il musicista sarà il giornalista Paolo Sacchi.

Duemila chilometri nel deserto del Sahara, sulla rotta dell’Azalaï, l’antica via commerciale che da Timbuctù conduce alle miniere di sale di Taoudenni. Un uomo sul dorso di un cammello che decide di vivere un’esperienza unica, estrema e stimolante. È la storia di Carlo Maver, musicista bolognese, che venerdì 16 marzo alle 21 racconterà il suo diario viaggio, Azalaï. 1500 km a piedi nel deserto, al locale Cohen in via Scarsellini 9.

L’evento, organizzato dalla Libreria Gulliver in collaborazione con il Cohen, sarà animato dalla musica del flauto e del bandoneon di Maver alternati alla lettura del suo libro. A dialogare con il musicista sarà il giornalista Paolo Sacchi.

Carlo Maver è un musicista che mette al centro della propria ricerca musicale il tango e le sonorità mediterranee. È stato tra i pochi allievi del grande bandoneonista argentino Dino Saluzzi e si è esibito in tutto il mondo. Il bandoneon è uno strumento a settantuno tasti simile alla fisarmonica; è stato creato dal tedesco Heinrich Band quasi due secoli fa ed è arrivato in Argentina con gli emigranti tedeschi all’inizio del XX secolo inserendosi nella musica popolare locale. Maver ha all’attivo tre dischi: Spaesaggi, 12 Nodi, Tracce d’Africa. È ideatore e direttore artistico di Eco della musica, festival ecologico-musicale sull’Appennino tosco-emiliano.