Lega, la proposta di legge sulla musica italiana divide i veronesi

Una canzone italiana ogni tre, questa la proposta di legge di Lega Nord per tutelare la tradizione e la cultura musicale italiana firmata da Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania. Ma cosa ne pensano i cittadini? Nel cuore della città scaligera la questione divide.

Valorizzare la musica italiana e puntare sugli artisti emergenti, questi i principali obiettivi della proposta di legge avanzata da Lega Nord in seguito alla chiacchieratissima 69^ esima edizione del festival di San Remo.

A uscirne vincitore il giovane cantautore Mamhood, classe ’92 nato a Milano da madre italiana e padre egiziano, con  il brano “Soldi” in cui da voce al tema dell’abbandono familiare.

È da questo contesto, nonostante il fatto che il cantante sia italiano, quello dal quale scaturisce la proposta della Lega per la quale un terzo del palinsesto delle emittenti radiofoniche, sia nazionali che private, deve essere occupata da opere di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta nello stivale distribuite nell’arco di tutta la giornata in modo omogeneo.

Per sapere cosa ne pensa la gente, abbiamo chiesto ai cittadini veronesi il loro parere: se da una parte si avverte il desiderio di difendere una cultura musicale, quella melodica, che ha reso famosa l’Italia in tutto il mondo, dall’altra sembra eccessivo imporre questo provvedimento dal momento che esistono emittenti che già costruiscono il loro palinsesto esclusivamente su brani “made in Italy” e che la varietà di generi e stili risulta più stimolante.

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