La musica classica è un “paese” per giovani

«Portare la musica classica fuori dal ristretto cerchio delle élite, far entrare in un teatro, per assistere a un’opera lirica o a un concerto di musica da camera, il magazziniere del supermercato, l’operatrice socio-sanitaria o l’impiegata di un’azienda». Questo è forse uno dei meriti maggiori che ritiene di essersi guadagnato Mirko Gragnato durante la sua attività per Juvenilia – European Network of Young Opera Friends.

Parliamo di un trentenne veronese, figlio di un vigile del fuoco e di un’operaia, studente di Medicina all’Università di Verona e, contemporaneamente, di musica al Conservatorio di Mantova. Mirko coltiva da moltissimi anni una passione per la musica classica che, dal 2012, lo porta a promuoverne la conoscenza tra i giovani.

Juvenila è, peraltro, fresca di statuto che la vede evolvere da network ad associazione. «Dopo aver ricevuto il Premio Carlo Magno della gioventù da parte del Parlamento europeo era necessario trovare un assetto giuridico che ci permettesse di avere maggiori possibilità di partecipare ai bandi europei e ottenere patrocini e convenzioni con altri enti e istituzioni».Le difficoltà? «Ci siamo scontrati con una burocrazia che non è realmente europea in fatto di costituzioni di associazioni a livello sovranazionale» afferma Gragnato.

Juvenilia esiste dal 1998 e si è sempre fondata sulle relazioni tra realtà di appassionati della musica classica: «Dal Teatro dell’Opera di Oslo fino al Teatro Massimo di Palermo, dal gruppo giovani che nasce spontaneamente formando un’associazione ai gruppi giovani delle fondazioni che sostengono il teatro» racconta.

«L’attività di Juvenilia ha dato vita ad un pubblico internazionale di giovani che scoprono e si appassionano alla musica classica anzi, come la definisce Quirino Principe, “la musica forte”; promuovendo la possibilità di poter partecipare agli spettacoli dei teatri lirici anche ad un prezzo agevolato».

I social network sono il canale preferenziale per raggiungere questo pubblico, in genere tra i 25 e i 35 anni, assieme alle relazioni con le istituzioni presenti sul territorio e, soprattutto, agli scambi internazionali grazie ai quali i giovani appassionati o neofiti di musica vanno in altri Paesi europei, in altri teatri facendosi ambasciatori essi stessi dei teatri della propria città. «I ragazzi di Verona che partecipano a Juvenilia si fanno quindi promotori non solo dell’Arena di Verona ma anche del Ristori e del Filarmonico».

La musica classica non è certo il genere più ascoltato tra i giovani: «La difficoltà principale è data dalla scarsa conoscenza della musica classica a livello di esperienza, nulla a che vedere perciò con l’erudizione» afferma Gragnato. «Juvenilia cerca di dare una risposta a questa mancanza: far conoscere il mondo della musica non attraverso il libro o il saggio, ma attraverso l’esperienza

«La maggior parte delle persone resta colpita. Si ha l’idea che il teatro sia un luogo per pochi, ma questo non è vero grazie anche all’attività delle associazioni, che riescono a ottenere prezzi agevolati per i giovani». Mirko Gragnato è certo che in questo modo la trasmissione della cultura possa avvenire tra pari, come lo scorso 27 gennaio a Bologna durante la Giornata della Memoria.

«Ci siamo impegnati e abbiamo tirato la giacca al sovrintendente del Bibbiena per riuscire ad incontrare il maestro israeliano Pinchas Steinberg. Il 27 gennaio oltre che il giorno della memoria è anche il compleanno di Mozart e l’anniversario della morte di Verdi. Steinberg dirigeva “Il Trovatore” di Verdi e aveva debuttato con Mozart. È stato un incontro e un dialogo speciale per dare la chiave di lettura a tutti noi giovani sul senso della Giornata della Memoria attraverso una visione musicale. Un grande invito alla speranza: anche nei campi di concentramento c’erano piccoli ensemble, delle orchestre e dei compositori che scrivevano musica. Anche in un luogo disumano, un bisogno dell’anima».