I Litfiba…che ti aspetti

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Nella scaligerissima e più che mai rockeggiante cornice del castello di Villafranca è andato in scena domenica scorsa il concerto dei Litfiba

di Gino Crema

Nonostante non ci fosse il tutto esaurito, complice probabilmente la scelta del giorno (domenica appunto), i tremila presenti, tra cui donne, bambini e passeggini compresi, non hanno fatto mancare davvero nulla in termini di sostegno a Piero, Ghigo e a tutta la band.

In scaletta i pezzi del nuovo album Eutopia come il singolo L’impossibile, Dio del tuono, Straniero e la splendida ballata Maria coraggio, dedicata a Lea Garofalo ribellatasi al clan ‘ndranghetistico di famiglia, divenuta collaboratrice di giustizia e dopo aver vissuto in un programma di protezione speciale, tradita dalla stessa famiglia e barbaramente uccisa.

Non sono mancati riferimenti, viaggi e rivisitazioni del passato, che hanno fatto letteralmente impazzire il pubblico sulle note di El diablo, Dimmi il nome, Spirito, Resta e la meravigliosa Cangaceiro in chiusura di serata dopo oltre due ore di spettacolo.

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Chi fosse giunto a Villafranca aspettandosi qualcosa di nuovo o di “troppo reinterpretato” sarà rimasto sicuramente deluso. Piero e Ghigo hanno dominato il palco rimanendo fedeli al loro stile e ai loro suoni tipici e graffianti: goffo e un po’ timido Renzulli, assolutamente aggressivo, esplosivo e scenografico Pelù, la miglior voce rock italiana di sempre.

L’inconfondibile incedere sul palcoscenico e l’aderenza a certe ideologie e tematiche confermano ulteriormente l’identità Litfiba. Non mancano le irriverenti stoccate al mondo politico, al Vaticano e alle piaghe dello Stato. Un pacchetto perfettamente collaudato che da trent’anni non conosce sostanziali mutamenti…e questo è quello che vogliono i fans.

Squadra vincente non si cambia. Pelù e Renzulli? Nemmeno.

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