Da domani Verona Jazz. Tra passato e ricerca, le 4 serate del Teatro Romano

Quattro eventi per la 46esima edizione di Verona Jazz, da domani sera al Teatro Romano. L’onore di aprire la rassegna spetterà a “Storyville story”, dal nome del quartiere di New Orleans che la leggenda vuole essere stata la culla del jazz.

La formazione dello show vede Mauro Ottolini al trombone, Fabrizio Bosso alla tromba, Paolo Birro al pianoforte, Glauco Benedetti al susafono, Paolo Mappa alla batteria. Le inarrivabili ottave di Vanessa Tagliabue Yorke alla voce completano l’all star della serata.

Un recupero delle tradizioni del jazz quello del trombonista veronese, che trascrive e riarrangia le composizioni politematiche di William Christopher Handy, il “padre del Blues”.

Non una banale operazione nostalgia, ma un percorso di ricerca che riporta alla luce, nel racconto corale di Storyville, capolavori che divennero cavalli di battaglia di stelle come Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Sidney Bechet, King Oliver, Fats Waller.

Il 20 giugno sarà la volta del progetto “Two Islands”, di Paolo Fresu e Vincenzo Sollima. Le «due isole» sono la Sardegna e la Sicilia, le due isole del Mare Nostrum che legano due degli strumentisti più dinamici di oggi, allergici alla distinzione tra «jazz» e «classico».

Un incontro, quello tra il trombettista e il violoncellista, sollecitato dall’Orchestra da Camera di Perugia, che si è esibita con ambedue negli ultimi tempi: il felicissimo «Laudario di Cortona» con il primo – nato da una prima collaborazione tra Umbria Jazz e la Sagra Musicale Umbra – e pagine di Boccherini e dello stesso violoncellista-compositore con il secondo.

Sardegna e Sicilia, due crocevia, porti di approdo da millenni, terre alle quali sono radicate i nostri musicisti in modo viscerale. Miti, leggende, ritualità e tradizioni che si intrecciano in modo inestricabile con gli elementi e con la natura: “l’acqua che scorre” per Fresu; l’albero dal quale nasce la voce del suo strumento per Sollima (When we were Trees).

Un grande ritorno per il trombettista e flicornista Enrico Rava, sulle scene ormai da oltre 50 anni. Dagli esordi free con Gato Barbieri e Steve Lacy, passando per la New York di Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti. Dopo il ritorno in Italia e la scoperta dell’opera e del pop, omaggiati con intelligenza e talento, Enrico Rava celebra i suoi 80 anni con la “Special Edition” eseguendo i brani più significativi della sua carriera.

A chiusura della rassegna, la strepitosa Glenn MIller Orchestra che porterà in scena lo spettacolo “Jukebox Saturday Night”, un vero e proprio tributo a un’epoca e ai protagonisti del jazz. L’ensemble, capeggiato al pianoforte dal musicista, compositore e direttore d’orchestra Wil Salden, ripropone alla perfezione il sound dell’epoca, eseguendo anche una lunga serie di omaggi ad altri importanti direttori d’orchestra e musicisti, come Count Basie, Harry James e Ray Anthony. Prima della Glenn Miller Orchestra salirà sul palco Matthew Lee. Uno straordinario performer, pianista e cantante innamorato del rock’n’roll, che ha fatto propri gli insegnamenti dei grandi maestri del genere.