Martha Argerich incanta il filarmonico
Attesissima per questo debutto veronese, una straordinaria Martha Argerich, ha conquistato ieri sera il pubblico veronese che ha gremito il Teatro Filarmonico per il secondo concerto del “Settembre dell’Accademia”.
Un accordo dell’orchestra (i giovani brillanti della orgogliosa giovanile di Bahia) ha anticipato l’ingresso a pieni accordi della solista, che ha trascinato il pubblico assieme al direttore Ricardo Castro nei meandri del fascinoso Concerto in la minore di Robert Schumann.

L’opera è perfetta per le magie timbriche della pianista argentina, sospesa tra aneliti di libertà – di fraseggio – e quadratura ritmica nel rapporto con l’orchestra. Il dialogo è brillante, pieno di nuances coloristiche, l’orchestra la appoggia, a pieni volumi ma anche, nel sentimentale Intermezzo, nei pianissimi degli archi che fanno brillare le note dolcissime di una pianista ancora in stato di grazia, dopo mezzo secolo di una carriera ineguagliata.
Bellissimo anche il bis “il giardino incantato” di Ravel a quattro mani con Ricardo Castro. Il quale, nel finale propone un repertorio di autori sudamericani su cui spiccano Cuban Overture di Gershwin e un brano di Ginastera che rivelano una originalità di scrittura davvero interessante.
Foto: @Brenzoni

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