L’Inferno può attendere: Mirco, il “turista” della Divina Commedia

Tutto è partito da lì, da quella selva oscura dantesca che tutti crediamo di conoscere fin troppo bene. Poi, piano piano, è arrivata la curiosità di sapere, approfondire e, soprattutto, divulgare quanto scoperto, la buona notizia del «Vangelo di Dante»: tutto è paradiso. È questa la conclusione a cui è arrivato il veronese Mirco Cittadini, che ha fatto della Divina Commedia una delle sue passioni più grandi, il cosiddetto “Amore che move il sole e l’altre stelle” (se ci concede di definirla così). Lo scorso 7 marzo, alla libreria Pagina Dodici, ha presentato il frutto dei suoi studi, Tutto è paradiso. Lezioncine dantesche.

NON È STATO UN INCONTRO programmato o previsto. L’approccio con la Divina Commedia, per Mirco, è stato dettato dal caso. Un innamoramento avvenuto fuori dal contesto scolastico e per giusti gradi: «Prima di diventare dirigente della Cooperativa sociale Aribandus, ero un attore professionista e mi era capitata in mano proprio la Divina Commedia durante alcuni corsi di lettura. In università, poi, mi hanno chiesto di leggere integralmente l’Inferno non commentato e, leggendolo, mi sono accorto come alcuni passaggi non corrispondessero all’interpretazione tradizionale del testo. – dice Mirco – Successivamente un mio professore mi consigliò di leggere il Purgatorio e, siccome al Teatro Scaligero cercavano un lettore, lessi per caso anche il Paradiso e da lì la passione divenne sempre più grande». Grazie a Marco Arianni, professore di Roma ed esperto dantista, Mirco si confronta e inizia a studiare la Commedia canto per canto arrivando ad una conclusione: «Stavamo perdendo troppo tempo nell’Inferno e non era questo il progetto di Dante, altrimenti non l’avrebbe chiamata Commedia ma Tragedia».

Tutto viene meticolosamente riportato e chiarito sul blog personale di Mirco (Nel labirinto della Commedia, ndr) finché lui stesso decide di proporsi per prendere parte alle celebrazioni previste a Verona per festeggiare i 700 anni dalla morte di Dante nel 2021: «Ho avuto un colloquio con l’assessore alla Cultura che è stata molto gentile e mi ha ascoltato, ma ho capito subito che per me non c’era spazio in un evento ufficiale di questa portata. Allora, banalmente, ho scritto su Facebook per chiedere se qualcuno fosse disposto a fare incontri mirati su Dante e tantissime associazioni e comuni della provincia si sono mostrati interessatissimi: mi ha contattato l’Opificio dei Sensi, il Lazzaretto, il comune di Bussolengo, il liceo Fracastoro e la libreria Pagina 12. – spiega Mirco – Parallelamente studiavo e scrivevo sul mio blog, ma era per addetti ai lavori e ho sentito il bisogno di scrivere qualcosa anche per chi non conosce bene la Commedia. Così è nato il libro, Tutto è paradiso». Nove lezioncine su altrettanti argomenti, in cui vengono chiariti alcuni concetti, con l’intento di «scardinare l’idea granitica e un po’ medievale della Commedia. – spiega Mirco – Per come l’abbiamo studiata a scuola, infatti, Virgilio è la ragione, Beatrice la teologia, ma non è così. Noi studiamo i commenti di gente che non ha letto davvero la Commedia, bensì altri commenti».

       La copertina del libro

ALLA BASE DEL LIBRO, un’idea rivoluzionaria, racchiusa anche nel titolo: «tutto è paradiso». «È una frase che viene dalla Commedia, dal Paradiso III e mi piaceva perché Dante punta ai canti del Paradiso, ma anche l’Inferno è Paradiso, perché è la strada per arrivarci ed è strumento della giustizia di Dio. Ma la gente leggendo solo l’Inferno usa l’aggettivo “dantesco” per dire infernale. Invece “dantesco” dovrebbe esser l’aggettivo per dire paradisiaco perché poi Dante per 66 canti parla di Paradiso e di quanto Dio sia buono. – spiega Mirco – Siamo noi che scegliamo se stare in Inferno o in Paradiso, tant’è che i Santi che incontra Dante in Paradiso sono peccatori, anche più di quelli dell’Inferno, ma il loro peccato non era il fine, bensì un mezzo».

E ora, all’alba della terza lettura del capolavoro del Sommo Poeta, Mirco guarda già avanti, verso altre collaborazioni e nuovi progetti inediti: «Sto studiando sempre di più anche la presenza delle donne nella Commedia e se la cosa piace vorrei riuscire a scrivere un altro libro e l’idea è dimostrare che nella Divina Commedia c’è la presenza della grande Dea. A breve inizierò anche i commenti al Purgatorio e al Paradiso, dato che l’Inferno l’ho già terminato». E chissà che, nei prossimi anni, sui banchi di scuola non si trovi proprio una nuova versione del testo dantesco, che possa appassionare giovani e non. E che possa portare il vero messaggio di Dante «salvare il mondo e gli uomini da loro stessi».