Pagine per i più piccoli: “In una notte di temporale”

Titolo: In una notte di temporale

Autore: Yuichi Kimura

Traduttore: Laura Testaverde

Illustratore: Hiroshi  Abe

Editore: Adriano Salani (illustrati) 2017

Pagine: 298

Età di lettura:  dai 5 anni

IL LIBRO. Racconta la straordinaria storia di amicizia tra Mei (la capra) e Gabu (il lupo), in sette episodi. Nel primo racconto (bellissimo), in una notte di temporale (come suggerisce il titolo), la capretta e poi il lupo si rifugiano in una capanna abbandonata alle pendici di una collina. Il buio è totale: tuoni e pioggia  scrosciante fanno paura e favoriscono la nascita di un’amicizia davvero unica. Cosa succederà quanto il lupo scoprirà che colei che gli dà conforto è il suo cibo preferito? E quando la capra capirà che le parole amiche provengono dal suo peggiore predatore?  E che diranno gli altri? Nei sei racconti successivi una serie di colpi si scena appassioneranno il lettore anche per le tante riflessioni, condivisibili, che riveleranno di che cosa è fatta l’amicizia.

L’AUTORE. Yuichi Kimura è nato a Tokyo nel 1948. Ha scritto duecentocinquanta libri per bambini e ragazzi. In una notte di temporale nasce più di vent’anni fa e ha vinto numerosi premi, tra cui, in Italia, il Premio Nazionale Libro per l’Ambiente 1999 conferito da Legambiente. Completato, negli ultimi anni con  altri sei capitoli, è diventato un classico contemporaneo, arrivato già alla XIII ristampa. Le illustrazioni sono davvero pregevoli. Hiroshi Abe è nato nel 1948 ad  Asahikawa nell’isola di Hokkaido e ha lavorato per 25 anni in uno zoo: il grande amore per la natura e gli animali, come testimoniano i suoi libri, gli è rimasto nel cuore. Ora in pensione, illustra libri per bambini trasferendo nelle immagini e nelle parole questa passione mai appassita.

CURIOSITÀ. La storia completa di Mei e Gabu è stata definita «una perla di saggezza orientale. Una parabola delicata e profonda sulla diversità e l’amicizia». Tra le righe, semplici e leggere, emergono grandi verità: incontrare l’altro significa ripensare la propria identità e modellarla sulla base della relazione. Amare richiede scelte ed è un atto che non di finisce di imparare. Poi ci sono gli spazi. L’autore riesce a renderli unici: la notte si riempie di dialoghi e di complicità; i panorami sono disegnati dalle colline, dai prati, dalle montagne rocciose (che si sgretolano all’occorrenza), dal torrente, dal bosco e anche dalla luna. L’ultima storia si conclude proprio con la luna che sorge e due sagome che si sovrappongono «semplicemente, quelle di due esseri viventi». È un libro delicatissimo, che consiglio a tutti.