“Non è né una moda né una dieta, il veganismo è una filosofia”

“Essere vegani non è né una moda, né una dieta. Essere vegani vuol dire, prima di tutto, abbracciare una filosofia”. Così Leonardo Caffo, filosofo e saggista sagace e irriverente, apre il suo nuovo libro intitolato “Vegan, un manifesto filosofico”. Si perché per Leonardo vede nel veganesimo una filosofia, “un punto di vi(s)ta” come direbbe lui, che potrebbe salvare il mondo dalle tendenze suicide dell’uomo che imperterrito continua nella sua azione autodistruttiva.

Ieri sera, ospite nella libreria “Libre!” di Interrato dell’Acqua Morta di Verona, ha presentato l’opera attraverso un dialogo con Yuri Conti, anche lui filosofo e rappresentante dell’Associazione Culturale “La Civetta di Minerva”.

Vegan, un manifesto filosofico”, edito Einaudi, “è un libro che ha a che fare con cibo, futuro ed ecologia”, questa la descrizione in tre parole usata dall’autore per spiegare il contenuto del proprio manifesto.

Se credo che i vegani abbiano “ragione”? – si è interrogato il pensatore – No, credo che l’idea di cui il veganesimo incarna sia un’idea di una potenza incredibile, l’idea di pace e di non violenza, che però nella realtà perde la sua forza perché si scontra con le brutture dei caratteri delle persone, delle situazioni e delle azioni di che si fanno per metterla in campo”.

Un’opera che fa riflettere e certo non senza sollevare critiche e discussioni. A chi lo accusa di sminuire il valore politico del veganesimo, Leonardo risponde col sorriso, un sorriso amaro perché pregno della consapevolezza che per fare la differenza, per agire “hic et nunc – qui e ora”, come direbbe Orazio, è necessario agire attraverso l’economia perché solo colpendola al cuore è possibile sperare di influenzare i progetti politici perché “o ci salviamo insieme o si muore e per sopravvivere dobbiamo andare oltre alle volontà e i bisogni individuali e attuare un cambiamento”.

Una proposta, quella di Caffo di mirare all’ambito economico, che non convince alcuni aderenti al movimento che proporrebbero interventi altri, atti a una sorta di “riconversione morale”. “Quello che faccio lo faccio perché ho a cuore gli animalispiega Caffo – La mia è una preoccupazione vera, sostanziale, non formale. Non lo faccio per accrescere l’idea che ho di me ma per aprire le gabbie e liberare gli animali dallo sfruttamento e della sofferenza e per farlo bisogna essere pragmatici e optare per azioni concrete”.

Un testo che parla quindi non solo dei valori alla base del veganisimo ma soprattutto delle scelte concrete che possiamo attuare per mettere in piedi una vera e propria “riconversione vegetale” che investa la moda, l’ambito farmaceutico e cosmetico oltre che quello alimentare così da creare un mondo migliore e un futuro possibile: “Essere vegan non è una moda. È un’idea di patto tra l’uomo e la natura, è un modo di vivere”.