“Dolcissima abitudine”, l’ultimo libro di Schiavone in Feltrinelli

“La storia di Rosa, minuta nel fisico eppure incredibile nel coraggio, si mischia con la storia del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri, insieme alla necessità di trovare una difficile pace”. E’ questo, in sintesi, il contesto in cui è ambientato l’ultimo romanzo di Alberto Schiavone dal titolo Dolcissima abitudine, che verrà presentato giovedì 7 febbraio alle ore 18 alla libreria Feltrinelli di via Quattro Spade 2 a Verona. Interviene l’Avv. Guariente Guarienti.

Schiavone, torinese, trentotto anni, ha esordito nel 2009 con La mischia, definito da Gianni Mura uno dei migliori libri sportivi dell’anno. In seguito ha pubblicato i romanzi: La libreria dell’armadillo (2012), Nessuna carezza (2014), Ogni spazio felice (2017), Che cosa ho in testa (2017), fino ad arrivare, appunto a Dolcissima abitudine, edito in questo 2019 da Guanda.

Nel nuovo romanzo l’autore, che vive e lavora a Milano, ci porta nella sua città natale, Torino, nel 2006, dove Piera, sessantaquattro anni, sta partecipando al funerale del suo ultimo cliente. Per gran parte della sua vita Piera Cavallero è stata Rosa, una prostituta. Ha avuto molto. Ha avuto niente. Ha avuto soldi, tanti, un piccolo impero economico insieme a una sua emancipazione personale. E ha avuto un figlio, che però non la conosce. Ma Rosa negli anni non ha mai perso di vista questo figlio. Gli è stata accanto passo dopo passo senza farglielo sapere. Ora, giunta a fine carriera, sente che è arrivato il momento di chiudere i conti con il passato. Un passato che ripercorriamo dai primi anni Cinquanta, quando nella Torino in espansione del dopoguerra Rosa inizia il mestiere in casa con la madre, che le ha trasmesso la professione appena adolescente. In quest’opera seguiamo le sue vicende e la sua caparbia evoluzione. Gli uomini incontrati, le cadute, la solitudine rotta dai pochi amici e dai clienti che l’hanno accompagnata.