La rivoluzione dolce di “Terry” alla Camera dei deputati

Il 10 gennaio “La Cura Sono Io” si è presentata anche a Roma, nella Sala del Cenacolo a Palazzo Valdina. L’associazione veronese, la cui anima tenace è la giornalista Maria Teresa Ferrari, cerca di accendere, attraverso la creatività nelle sue tante declinazioni, una luce quotidiana anche nei perimetri della malattia.

Prendersi cura della persona prima di tutto. Perché quella del paziente è una condizione non un’identità. L’associazione “La Cura sono Io” con la sua anima tenace, la giornalista Maria Teresa Ferrari, l’ha ripetuto anche alla Camera dei Deputati lo scorso 10 gennaio. Nella Sala del Cenacolo a Palazzo Valdina si è parlato dei copripensieri, i capelli anallergici diventati il simbolo di questa rivoluzione dolce, nata dopo e durante la malattia della stessa Ferrari. Ma la giornalista, affiancata dal Ministro per la semplificazione e pubblica amministrazione Madia e dalla deputata del partito democratico Alessia Rotta, ha elencato anche i nuovi progetti, come una serie di incontri che svelano il significato curativo delle parole. C’è poi una mostra dedicata alla prevenzione del tumore al seno promossa con il Comune di Milano e un convegno il 6 febbraio a Palazzo Marino.

Cura e creatività sono sulla stessa riga per la giornalista Maria Teresa Ferrari che con la sua associazione, come ama dire lei, progetta bellezza, nonostante. Un progetto che andrebbe diffuso su scala nazionale come ha ribadito il ministro Madia creando affiliazioni. Perché, nonostante il turnover dell’organico infermieristico e medico permesso dall’ultima legge di stabilità, come ha ricordato, invece, la deputata veronese del Pd Alessia Rotta, la politica può molto ma non tutto.

 

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