La regista veronese Cecilia Ligorio vince il Premio Abbiati

Redazione

| 12/03/2026
La regista veronese Cecilia Ligorio ha vinto il Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” come Miglior Regista della stagione per le messe in scena di Mitridate Eupatore al Teatro Massimo di Palermo e Il re pastore al Teatro dell’Opera di Roma.

La regista veronese Cecilia Ligorio ha conquistato il Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” come Miglior Regista della stagione, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della musica colta in Italia. Il premio, giunto alla 45ª edizione e quest’anno intitolato alla memoria del critico musicale Angelo Foletto, è stato assegnato per due produzioni che hanno segnato la stagione lirica: Mitridate Eupatore di Alessandro Scarlatti al Teatro Massimo di Palermo e Il re pastore al Teatro dell’Opera di Roma.

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La notizia è stata accolta con grande soddisfazione dalla Fondazione Teatro Massimo di Palermo, che ha prodotto l’allestimento di Mitridate Eupatore nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni dalla morte di Alessandro Scarlatti. Il Premio Abbiati, istituito nel 1981 e considerato il massimo riconoscimento italiano per la critica musicale, ha premiato la capacità della regista veronese di restituire il capolavoro barocco con una cifra stilistica capace di unire rigore filologico e sensibilità contemporanea.

Il successo dell’allestimento palermitano è stato frutto anche di un lavoro corale. La regia di Ligorio si è sviluppata insieme a un team creativo composto da Gregorio Zurla per le scene, Vera Pierantoni Giua per i costumi e Fabio Barettin per le luci. La direzione musicale è stata affidata al maestro Giulio Prandi, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo, diretto da Salvatore Punturo. Nel cast figuravano interpreti di rilievo internazionale come il controtenore Tim Mead, nel ruolo del titolo, e il soprano Carmela Remigio, già vincitrice del Premio Abbiati.

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Cecilia Ligorio

Nata a Verona nel 1981, Cecilia Ligorio è oggi una delle registe più attive nel panorama operistico italiano e internazionale. La sua formazione è multidisciplinare: ha studiato violoncello, canto, danza e filosofia, completando poi la propria preparazione attorale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e all’Institut del Teatre di Barcellona. Ha inoltre conseguito la laurea magistrale in Scienze musicali e teatrali all’Università Statale di Milano.

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Ligorio si definisce stage director, dramaturg e intimacy coordinator, specializzata in teatro e soprattutto in opera lirica. Nel corso della sua carriera ha firmato regie per alcuni dei più importanti teatri italiani, tra cui Teatro La Fenice di Venezia, Teatro dell’Opera di Roma, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Massimo di Palermo e Teatro Regio di Torino, oltre a numerosi festival internazionali. Parallelamente all’attività artistica, svolge anche un’intensa attività didattica ed è docente all’Accademia di Belle Arti di Bari.

Il suo repertorio spazia dal barocco al belcanto fino alla musica contemporanea, con titoli che includono opere di Mozart come Don Giovanni, Apollo et Hyacinthus e Il re pastore, ma anche lavori rossiniani come Semiramide, L’italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Mosè in Egitto e La Cenerentola. Accanto al grande repertorio, Ligorio ha affrontato anche diverse produzioni contemporanee, tra cui Else di Gardella, Shi e Oltre la Porta di Boccadoro, Sweet Silence in Cremona di Scarcella e Tanger Amor Mío e Haydar Tanz di Tola.

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