La leggenda della Madonna della Corona
Il santuario della Madonna della Corona trae la sua fama da un evento inspiegabile: il trasferimento miracoloso di una statua della Pietà dall’isola di Rodi alle pendici orientali del Monte Baldo.
Qquesta leggenda prese piede con molta probabilità nella prima metà del XVII secolo per opera di un frate cappuccino, fra Patrizio da Venezia, e ancora oggi è assai radicata nella fede e nella tradizione locale.
Tra le rocce scoscese del Monte Baldo, secondo la leggenda appunto, furono visti nella notte dei fuochi prodigiosi dagli abitanti delle alture oltre il fiume Adige.
Accorsi nelle vicinanze di questi eventi soprannaturali, alcuni coraggiosi si fecero calare con corde nel punto esatto in cui erano apparsi i bagliori. Con meraviglia rinvennero su uno sperone di roccia una statua della Madonna che portava inciso sul piedistallo il nome di un cavaliere gerosolimitano. I devoti allora, con fatica, spostarono la statua in un luogo più comodo e iniziarono a renderle omaggio. La Vergine però, nonostante le intense adorazioni ricevute, durante la notte se ne tornò al luogo originario.
La mattina seguente, strabiliati da questo spostamento, la gente del luogo continuò ad adorarla intensamente nella convinzione di non averlo fatto sufficientemente il giorno del ritrovamento. Accorsero molti popolani e le adorazioni si susseguirono incessantemente ma la notte stessa, la Vergine, tornò al suo luogo originario. La gente capì allora che la Madonna voleva rimanere nel luogo preciso in cui era apparsa e i fedeli lì vi costruirono una cappella per il culto.
L’afflusso dei credenti accrebbe sempre più ma la discesa alla cappella era assai pericolosa e fu così deciso di creare un sentiero attraverso il monte. Ad un tratto però si presentò un ostacolo insormontabile: un abisso profondo al termine del quale, in quel tempo, scorreva un torrente tumultuoso.
Avvenne allora un nuovo prodigio che salvò la situazione: durante la notte un albero di grandi dimensioni crebbe sul precipizio e con i suoi rami piegati ad arco rese possibile la costruzione di un ponte che scavalcava il baratro. La via per il Santuario, in questo modo, fu così tracciata per sempre.
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