Insunsit, l’artigianato illustrato che non c’era

Ha scelto un’intraducibile espressione mantovana, Insunsit, per dare un nome al suo talento: Giulia Tosi realizza disegni e pattern per dare una nuova forma alla natura.

Fiori e matriosche sono i soggetti preferiti, ma nel vastissimo universo colorato creato da Giulia Tosi fanno capolino tantissimi elementi diversi e originali, e la natura è sempre la protagonista. Tutto il talento di questa veronese, con una laurea in Storia dell’Arte e un’attività da appassionata libraia alle spalle, ha trovato il suo luogo ideale in un laboratorio di “artigianato illustrato”. Ribattezzato con un nome insolito quanto avvincente: Insunsit. Ma cosa significa? «In dialetto mantovano Insunsit si traduce “da nessuna parte, in nessun posto”. Mi ha incuriosito il fatto che esistesse un termine ad indicare una cosa sostanzialmente inesistente. – ci spiega la stessa Giulia – A modo mio lo interpreto più volentieri con il suo contrario “ovunque”, una possibilità più che una negazione». Ed è proprio da questa possibilità che l’idea ha preso forma: Giulia ci racconta di notti insonni passate con la matita in mano, a dare forma a un sogno. E di un lavoro che, per quanto appagante, lasciava poco spazio a quella necessità di “usare le mani”, di cui tutti i creativi finiscono per essere vittime. Finché, nel 2014, le mani si sono messe in moto davvero: matita tra le dita, colori ovunque, Insunsit ha visto la luce, prima su carta e poi anche su una pagina online. Il mondo dei social, Instagram in testa (la pagina di Insunsit ha quasi 14mila follower), ha fatto il resto: un successo inaspettato, basato su una clientela attenta che apprezza la cura dei dettagli, per cui Giulia realizza grafiche per stampe su tessuto e accessori in legno e altri materiali. Il mondo dell’autoproduzione può non essere una strada facile, ma l’interesse per questo sottobosco di artisti e creativi dalle idee originali sta crescendo sempre di più, anche in Italia, complici anche i social network: «Il potere dei social, e soprattutto di Instagram, è sempre più forte e può diventare uno strumento (tanto indispensabile quanto pericoloso) per la propria promozione. Al contempo si ha la possibilità di avere momenti di scambio personali, nonostante siano in realtà virtuali, con i clienti: avverto sempre maggiore sensibilità e attenzione nei confronti di questo mondo. Come un bisogno delle persone di tornare ad un incontro umano nel momento dell’acquisto».

Da qualche mese, Giulia ha unito le forze con un’altra creativa forgiata dal web: Chiara Matteotti, in arte (e su Instagram) Boemien. È nato così BI, un progetto di sartoria a quattro mani: una linea di abbigliamento e accessori che unisce l’abilità sartoriale di Chiara all’originalità delle grafiche create da Giulia. «Ci siamo riconosciute come simili, e abbiamo capito che collaborare poteva essere un arricchimento (lavorativo, esperienziale, umano). Ognuna si occupa di una parte specifica del progetto, e possiamo dire di essere soddisfatte del percorso che stiamo compiendo». Con un seguito online ma non solo in continua crescita, Insunsit non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi, per dirlo con le parole di Giulia: «Come me, Insunsit è in continua fase di studio, ricerca e trasformazione e io lavoro quotidianamente affinché esso cresca, cambiando, assieme a me».

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