In Civica la mostra su Vittorio Filippini e sul volume “Linea”

Grazie all’imponente archivio che il nipote di Filippini, Marco Testa, ha donato alla Biblioteca Civica, attraverso l’esposizione del materiale originale dell’architetto, si intende dare voce ai suoi interventi più autorevoli.

Architetto, funzionario della Soprintendenza, scenografo, incisore, Vittorio Filippini dedicò la sua vita alla ricostruzione della città di Verona profondamente ferita dalla Seconda Guerra Mondiale. A distanza di mezzo secolo esatto, la Biblioteca civica espone il cospicuo materiale raccolto negli anni, ordinato e pubblicato.

Grazie all’imponente archivio (49 buste) che il nipote di Filippini, Marco Testa, ha donato alla Biblioteca Civica, attraverso l’esposizione del materiale originale prodotto dall’architetto, si intende tracciare un percorso critico dando voce ai suoi interventi più autorevoli, nei quali emerge la sua prassi restaurativa, estremamente rispettosa verso il passato e il contesto storico-paesaggistico.

Ne emerge una personalità vivace e appassionata che merita di essere conosciuta; un accurato e profondo conoscitore del tessuto urbano di Verona, che spese le proprie energie per ridare vita alle macerie di una città profondamente ferita da un conflitto violento e rovinoso.

La mostra è promossa da AGILE APS e Biblioteca Civica di Verona, a cura di: Margherita Solfa, con la collaborazione di Michele De Mori e Angelo Passuello. Hanno contribuito alla realizzazione l’Archivio Generale del Comune di Verona e l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona. La mostra ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Verona, è stata realizzata con la partecipazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.

Per l’occasione è stato edito il numero 42 della collana Sedicesimi della Biblioteca Civica di Verona, dal titolo Vittorio Filippini. Architetto, studioso, conservatore, artista, scenografo, polemico, una sorta di catalogo agile della mostra.

In parallelo gli spazi della Civica ospitano la mostra dedicata al volume Linea, creato e stampato da Alessandro Zanella nel 1999 e riedito nel 2023,a cura di Nicolò Francesco Bello, con il supporto grafico e stampa di Paolo Galvani e Francesco Ceccarelli.

La linea – che può prendere tante direzioni, scorrere lungo fiumi tortuosi, cadere nelle misteriose profondità dell’esistenza, per poi riemergere e superare montagne e specchi d’acqua – è la metafora della vita, sotto forma di un breve e intenso racconto visivo. Linea vede la luce nel 1999. Concepito, scritto, progettato e stampato da Alessandro Zanella con l’insegna Ampersand – la casa editrice con cui pubblicava i propri volumi – in sessanta esemplari tirati con il torchio, dedicato alle figlie Anita e Francesca, come l’autore stesso svela al termine del racconto. Un’edizione deliziosa e leggera, simbolica nella narrazione, vibrante nella sua essenzialità. Essenzialità tutt’altro che semplice: «la semplicità è la cosa più complicata del mondo» ci ricorda Vico Magistretti, e davvero quest’opera così fluida, così pulita, è frutto di una lunga gestazione e di una produzione lenta e accurata.

Entrambe le mostre sono visitabili negli orari di apertura della Biblioteca (lunedì dalle 14 alle 19, dal martedì al sabato dalle 9 alle 19).

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