Secondo appuntamento con “Pensieri Acustici” a San Giovanni Lupatoto

La rassegna, alla sua quinta edizione, torna domenica 12 maggio. Prima una mostra concerto a tema Beatles, a seguire concerti di Sitarvala e Giulio Casale.

Apre il pomeriggio a Casa Novarini, alle ore 15:00, la mostra, conferenza e concerto “Strawberry Fields, The Beatles Forever”. Federico Fuggini (direttore della Scuola di musica di San Giovanni) e Elvira Caobelli (cantante) si esibiranno in alcuni celebri brani della band inglese. Sarà poi allestita una sala apposita con importanti cimeli del gruppo.

Seguirà poi lo showcase di Andrea Ferigo alias Sitarvala, che presenterà “Steppin’ Out”, il suo ultimo progetto discografico. Polistrumentista veronese, Andrea è da sempre appassionato di musica indiana. Con il progetto Sitarvala ha ricercato l’unione armonica tra le sonorità orientali e le sue esperienze musicali precedenti, che abbracciano il rock, il folk e l’elettronica.

Alle 18:00 il protagonista sarà Giulio “Estremo” Casale, ex leader degli Estra appena tornato con il suo quarto album solista“Inexorable”, acclamato dalla critica.

Figura poliedrica del panorama artistico contemporaneo, Casale, in oltre 25 anni di carriera, ha calcato i palchi d’Italia come frontman degli Estra. Ha vissuto poi la carriera solista di cantautore alternando alla musica una fervente attività teatrale in spettacoli dedicati a Gaber e Fabrizio De Andrè. Nella sua carriera si è cimentato anche con la scrittura di libri e poesie.

Inexorable” è il suo nuovo lavoro disponibile in formato Mp3, streaming, CD digipack ed in vinile in tiratura limitata con due bonus track inedite. Un album che conferma il legame dell’artista con la canzone d’autore e allo stesso tempo spinge gli arrangiamenti verso sonorità contemporanee che spaziano tra il rock e il lato più nobile della musica pop.

Prodotto da Lorenzo Tomio e, in parte, da Alessandro Grazian, l’album contiene undici brani accomunati dalla volontà di narrare/cantare il tempo presente in tutte le sue sfaccettature. Il titolo nasce da un verso di Michel Houellebecq, che evoca “un vento forte, inesorabile”: una rottura della stagnazione, soprattutto culturale, che circonda le nostre vite.