RoboCup Jr 2019. ITI G.Marconi – Fablab Verona alle finali nazionali

Gli studenti Farkas, Pozzani, Moretto di 4Ci e Strambini, Tezza G., Marcon di 4Ai dell’Istituto tecnico industriale G. Marconi di Verona sono stati i protagonisti dell’ottimo risultato ottenuto alla fase territoriale della competizione RoboCup Jr 2019, che si è svolta all’ITC Tambosi di Trento sabato 16 marzo. i cinque ragazzi,accompagnati dai docenti Maurizio Boscaini e Paolo Tacchella, hanno ottenuto il pass per le finali nazionali che si svolgeranno presso l’ISIS Valdarno a San Giovanni Valdarno (AR) dal 10 al 13 aprile.

«Il giorno della competizione regionale è arrivato più in fretta del previsto e, senza troppi test e prove effettive abbiamo raggiunto Trento, accompagnati dai docenti Boscaini e Tacchella. – spiegano i ragazzi –  Eravamo soddisfatti del nostro lavoro ma, tra modifiche apportate all’ultimo minuto e imprevisti vari nel lato software, non ci aspettavamo di passare alla fase nazionale. Ora ci stiamo preparando per la competizione a San Giovanni Valdarno in Toscana, ancora esterrefatti e un po’ increduli del risultato ottenuto, ma concentrati e determinati più di prima per questa nuova sfida».

L’ITI Marconi e il Verona FabLab,  con la collaborazione del Coderdojo Verona, hanno aderito all’edizione 2019 della RoboCup Jr, competizione che ha lo scopo di promuovere la robotica e l’intelligenza artificiale, aderendo a una proposta dall’ex studente del Marconi Federico Ciresola. L’idea consisteva nella progettazione, costruzione e sviluppo di un robot, sia lato hardware che software, per gareggiare nella categoria “Rescue Line”.

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Questo tipo di competizione prevede di compiere un percorso, evitando e superando gli eventuali ostacoli, e arrivare in una “zona di salvataggio” in cui i feriti, rappresentati da sfere colorate, devono essere raccolti e tratti in salvo autonomamente dal robot.

«Con il FabLab Verona, e in particolare con il supporto di Angelo Camesasca e Federico Ciresola, abbiamo ideato e fatto acquistare tutto il materiale elettronico e la sensoristica necessaria. Una volta progettati virtualmente in 3D i vari supporti e i componenti che sarebbero andati a formare il robot, li abbiamo realizzati tramite stampa 3D e taglio laser. – conludono i protagonisti di questa iniziativa – I primi problemi non hanno tardato ad arrivare: certi pezzi, una volta costruiti, sono risultati molto fragili. Così, mentre la sezione del team dedicata al software prendeva dimestichezza con la gestione simultanea di sensori e motori, il robot veniva materialmente composto, miglioria dopo miglioria, arrivando alla fine al successo».

Appuntamento dunque per la fase finale ad Arezzo dal 10 al 13 aprile.