A gennaio visitabile il soffitto a carena di nave della chiesa di San Fermo Maggiore

Il soffitto ligneo è un unicum al mondo e contiene la più antica pinacoteca di Verona. A gennaio lo si potrà ammirare da vicino dopo 700 anni.

Non è un semplice soffitto ligneo come se ne costruivano tanti nel medioevo. Ma è un esemplare unico al mondo per la straordinaria articolazione architettonica composta da travi, architravi, elementi scolpiti e sostegni, e per l’innumerevole serie di busti di santi dipinti su legno che formano una doppia fila di ritratti. Sono ben 416 i visi degli uomini raffigurati, ognuno con la sua fisionomia, che guardano il fedele dall’alto della navata, posizionati su quella che è simbolicamente la Chiesa: la nave di Dio. Ammirarli da vicino è sempre stato impossibile, non essendoci nessuna scala che potesse raggiungerli. Ora lo si potrà fare. Precisamente, il 7, 14 e 21 gennaio. «Sarà un’occasione unica – dichiara il parroco don Maurizio Viviani – che ci è offerta dai professionisti che stanno realizzando i restauri. Proprio per dare valore all’importante lavoro che si sta compiendo al soffitto e, vista l’eccezionale opportunità che ci è stata offerta dalla ditta, abbiamo ritenuto potesse essere un’occasione imperdibile e di assoluto valore storico».

Don Maurizio Viviani, parroco di San Fermo Maggiore

Per poter partecipare è obbligatorio prenotare la visita all’associazione Chiese Vive chiamando il numero 045592813 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 a partire dal 2 gennaio. La visita sarà solo dalle 14.20 alle 17 e si accederà al ponteggio a gruppi di dieci persone ogni venti minuti. Per ragioni di sicurezza è obbligatorio salire con pantaloni e scarpe dalla suola in gomma. Ad accogliere i visitatori all’ingresso della chiesa ci sarà la storica dell’arte Erika Prandi che spiegherà dei principali aspetti storico-artistici del complesso.

Il soffitto è stato realizzato nella prima metà del XIV secolo ad opera delle maestranze chiamate dai frati francescani che, guidati dal priore Daniele Gusmari con il prezioso contributo economico di Guglielmo da Castelbarco, avevano il compito di ampliare la precedente chiesa benedettina. Ad un’altezza di oltre venti metri si estende il soffitto lungo cinquantatré metri realizzato in larice rosso e fatto arrivare dai monti tramite il corso dell’Adige. Sono centinaia gli alberi utilizzati. Uno di questi è ancora intero (ed è lungo dodici metri). Lo si può vedere come cornice tortile sotto una delle due file di santi. Proprio questa doppia fila di busti, situata su entrambi i lati, rappresenta la più antica e completa pinacoteca di Verona realizzata da più artisti in tempi diversi. Alcuni hanno fisionomie più semplici, altri più precise. Su di essi sono state trovate firme, date, lavori di restauro precedenti che testimoniano della sua importanza nel corso dei secoli.

Il restauro attuale è reso possibile grazie ai contributi della Conferenza episcopale italiana, della Diocesi di Verona e della Regione Veneto.

Le visite, invece, sono organizzate dalla parrocchia di San Fermo Maggiore in collaborazione con l’associazione Chiese Vive.