Disturbo dell’attenzione e iperattività, una serata per parlarne

Si terrà mercoledì 14 novembre  alle ore 20.45 alla Biblioteca di Sona “Pietro Maggi”,  l’evento  organizzato dai ragazzi del Progetto Gutenberg  intitolato “HOW TO ADHD – Iperattivo o svogliato: cosa si nasconde dietro questi comportamenti?” dedicato al disturbo dell’attenzione e iperattività.

Il  Progetto Gutenberg è  un progetto comunale di cittadinanza attiva che prevede che dieci ragazzi, tra i 18 e 29 anni, animino gli spazi della Biblioteca di Sona. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aggregare i giovani attorno ad attività concrete che rispondono ad esigenze del territorio e l’idea che ne sta alla base è credere che dalle piccole attenzioni verso i luoghi e le persone che vivono intorno a noi e da un desiderio di miglioramento di ciò che ci circonda, nascano e crescano i progetti più importanti.

L’evento organizzato dai ragazzi di Gutenberg, sarà un’occasione aperta alla cittadinanza per scoprire l’ADHD, il disturbo dell’attenzione e  iperattività.

Con il supporto due esperte, le psicologhe Margherita Brunetto e Marianna Marconcini, si avrà l’opportunità di fare chiarezza su un disturbo, l’ADHD, per alcuni sconosciuto e per altri frainteso, ma che fa parte della nostra quotidianità più di quanto ci aspetteremmo. L’incontro tratterà anche la fondatezza scientifica e le tipologie di terapia/trattamento proposte.
E chi questo disturbo lo vive tutti i giorni, cosa ne pensa? Lo scopriremo grazie a Enrico Corradi, promotore e co-relatore della serata, conoscitore e ricercatore in materia di psicologia, scienze cognitive che aprirà l’incontro parlando della sua esperienza diretta con l’ADHD e altri interessanti spunti di riflessione sulla tematica attraverso contenuti multimediali e il racconto della sua esperienza.

Disturbo non è sinonimo di malattia – spiega Corradi – Una sindrome non definisce chi siamo. Il disturbo è diverso dal sintomo. Per questo motivo, anche se può sembrare difficile da credere, esiste un lato positivo dell’ADHD che può farci cambiare idea su questa mancanza di attenzione, sull’impossibilità di portare a termine un compito o l’impulsività che consideriamo sempre negativa”.

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