Dal cuore della Lessinia, una birra di origine vulcanica

Si chiama “Valmarisa 1185” come il nome della valle omonima situata sui monti Lessini, nel comune di Bosco Chiesanuova, da cui viene estratta l’acqua di cui è composta. Si tratta di una neonata birra artigianale che ha delle caratteristiche oligominerali uniche nel suo genere e che verrà presentata in anteprima domani alle 10 presso la sede del birrificio Lesster di Lugo.

La Valmarisa è una valle boschiva situata nel cuore dei monti Lessini. Prende forma nella località Grietz e si snoda verso sud fino ad incontrare la sommità della Val Squaranto. È qui, a 1185 metri di altitudine, che nasce il segreto della birra artigianale omonima, Valmarisa 1185, che verrà presentata domani mattina alle ore 10 nella sede del birrificio Lesster di via Camillo Golgi 21, a Lugo di Valpantena.

Una birra particolare per la qualità e la tipicità dell’acqua di cui è composta e che proprio in questa valle viene prelevata, a circa 200 metri di profondità, nella sacca di un cono vulcanico sottomarino di epoca pre orogenetica.

«Questi coni vulcanici interrati (diatremi, ndr), una sorta di camini poco conosciuti e mai presi in considerazione seriamente anche perché interpretati alla vista come semplici doline, sono tipici della Lessinia. – spiega il geologo Franco Gandini – L’altopiano di Asiago, ad esempio, pure essendo di origine calcarea come i nostri monti veronesi, non presenta questo fenomeno risalente a circa 40 milioni di anni fa, in piena era pre orogenica».

«In quel periodo, durante la fase di distensione della astenosfera (sottile strato fluido-viscoso, situato al disotto della crosta terrestre, ad una profondità compresa tra 100 e 300 km, ndr) sono risalite lave, lapilli e “bombe” vulcaniche che si sono sedimentate poi in questi speciali invasi creando dei veri e propri serbatoi impermeabili all’interno dei quali si raccolgono tuttora le acque piovane che vengono arricchite da preziose sostanze minerali formando un’acqua oligominerale, appunto, dalle caratteristiche straordinarie».

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«Dal punto di vista chimico – prosegue Gandini – l’acqua contiene pochissimo calcio, pochissimo sodio e pochissimo litio. La caratteristica distintiva, però, è che presenta una concentrazione di 1 o 2 mg/l di nitrati rispetto ai 60/70 delle acque comuni. Questo anche perché in Valmarisa ci sono solo boschi attorno e non ci sono pascoli che potrebbero alterare la composizione chimica dell’acqua con le deiezioni animali».

«È stato proprio Franco Gandini a suggerirci di utilizzare quest’acqua per produrre una birra nuova e sicuramente originale. – conclude Fosco Conti, mastro birraio e socio Lesster – Dalla combinazione di quest’acqua unica nel suo genere, da tre luppoli selezionati di alta qualità di origine tedesca e da alcuni segreti che stiamo testando ormai da qualche anno, nasce una birra con grado alcolico del 5,7%, dal corpo intenso e ben bilanciato, con un leggero finale amarotico. Una bionda in stile Dortmunder “export” a bassa fermentazione, non filtrata, non pastorizzata e senza conservanti che promette davvero bene. Sabato nella sede del birrificio la presentazione».

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