Chiara Vidonis in concerto all’Opificio dei Sensi

chiara vidonis

Sabato 4 novembre il secondo appuntamento con la rassegna musicale “Calliope – percorsi armonici di muse moderne”: sarà la volta di Chiara Vidonis, giovane cantautrice triestina, con il suo animo rock e la voce che ha incanto anche Francesco Guccini.

 

Torna con il secondo appuntamento la rassegna “Calliope – percorsi armonici di muse moderne”, dedicata alle declinazioni femminili della musica. Dopo il primo appuntamento con Sara Loreni, sarà il turno di Chiara Vidonis a stregare con la sua voce (e la sua chitarra) gli spazi dell’Opificio dei Sensi, locale dal taglio ecosostenibile immerso nel verde a San Martino Buon Albergo.

La cantautrice triestina sarà ospite domani, sabato 4 novembre, dalle ore 21.30 per un concerto in acustico. Abbiamo sentito per voi la giovane cantante dall’animo rock alla viglio del suo concerto.

 

La rassegna Calliope, entro cui è inserito il suo concerto, è dedicata all’arte delle donne. Questo è un tema importante per lei?

È sicuramente un tema importante, ma è anche difficile parlarne in certi termini: credo sia importante organizzare eventi per le donne, ma che non facciano sentire le donne ghettizzate. Se ci pensa, non ci sono eventi per i cantautori maschi, questo perché la donna musicista – o la donna in generale – nonostante tutta la retorica sul tema, spesso non ha le stesse possibilità dei colleghi uomini. Quindi sono felice di poter prestare la mia arte a questo evento in particolare.

Il suo animo rock’n roll, così come l’abbiamo conosciuto nel suo album d’esordio, Tutto il resto non so dove, dovrà un po’ piegarsi alle necessità: il concerto di domani sarà totalmente in acustico.

Esatto, domani sarà un concerto acustico, ci saremo solo io e la mia chitarra, nonostante il mio album non abbia nulla di acustico. Avrete la possibilità di ascoltare le mie canzoni così come sono state scritte, nude e crude.

E di Tutto il resto non so dove cosa ci può raccontare?

L’album, uscito a fine 2015, è il mio primo disco ed è autoprodotto. L’ho realizzato interamente con le mie forze – mie e dei miei indispensabili musicisti, che hanno creduto in me e nel mio sogno. È un disco variegato, all’interno ha diverse voci, diverse “Chiare”. Anche per questo ho preso la decisione di autoprodurlo. Credo che ci debba essere la volontà di raccontare se stessi e il mondo visto dai propri occhi, e questo non può che essere fatto che assecondando la propria arte. Non riuscirei a sentirmi chiusa in un’etichetta, né nella vita ma neanche nella musica.

Una formula che sicuramente ha funzionato, se è riuscita a convincere anche Cristina Donà…

Poter partecipare alla realizzazione del disco di Cristina Donà è stata per me una grandissima soddisfazione. Quando ho pubblicato il mio disco non davo nulla per scontato, non mi aspettavo grandi cose. Ma quando invece il disco è arrivato a Cristina, che l’ha sentito e apprezzato, e ha deciso che potevo essere tra gli artisti che ha scelto per la riedizione di Tregua, le cose sono cambiate. Mi sono divertita molto nel farlo, perché lei ci ha lasciato assoluta libertà nell’interpretazione dei brani. E sentire la voce di Cristina che si unisce alla mia è stata un’emozione grandissima.

Cristina Donà non è però l’unica a essere rimasta colpita dalla sua musica: anche Francesco Guccini le ha fatto i complimenti per la sua interpretazione di Vorrei durante una puntata di Webnotte.

Guccini per me è uno dei più grandi, lo seguo da quando sono piccola – andavo ai suoi concerti con mio papà e mio fratello. La sua musica mi ha accompagnata per tutta la vita e poter cantare con lui è stato indescrivibile. Quando mi hanno chiesto di partecipare a Webnotte con un omaggio a lui ho deciso di cantare Vorrei come l’ho sempre cantata nella mia cameretta, senza farmi troppe domande. E a quanto pare ha funzionato: lui è sembrato contento e ricevere i suoi complimenti è stata un’emozione grandissima.