Depero a Verona: tra Futurismo e pubblicità, l’arte che ha «fame d’America»
È ancora visitabile fino all’1 marzo 2025 la mostra “Sete di Futurismo, fame d’America” dedicata a Fortunato Depero, in corso presso Earth Foundation, al primo piano di Eataly Verona. Un evento espositivo di grande rilievo, realizzato in collaborazione con il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – e l’Università di Verona, Dipartimento Culture e Civiltà, con la curatela di Federico Zanoner e Luca Bochicchio.
La mostra offre un’approfondita esplorazione dell’opera di Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960), figura di spicco del Futurismo italiano, e propone una selezione di opere provenienti dal patrimonio futurista conservato al Mart. Il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione artistica di Depero dagli anni Dieci fino agli anni Cinquanta, con un focus tematico che lega arte e cibo.
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Un viaggio tra arte e tavola
Il racconto cronologico prende avvio dal 1914, quando Depero entra in contatto con il movimento futurista a Roma. La sua “sete di Futurismo” lo porta nel 1919 a fondare a Rovereto la Casa d’Arte Futurista Depero, un laboratorio creativo in cui l’arte pittorica si intreccia con le arti applicate e decorative. Tra i lavori esposti figurano importanti testimonianze di quell’epoca, come l’allestimento del Cabaret del Diavolo a Roma nel 1922 e le decorazioni del Bar Bristol di Merano del 1924.
Negli anni Venti, Depero si dedica con entusiasmo all’arte pubblicitaria, collaborando con aziende di primo piano come Campari. Qui emerge il suo stile inconfondibile, caratterizzato da ironia e fantasia, che contribuisce a rendere celebre il marchio a livello internazionale.
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L’avventura americana
Nel 1928, Depero risponde alla “fame d’America” che lo spinge a trasferirsi a New York. In una città vibrante e dinamica, tra fast-food, proibizionismo e banchetti nei grattacieli, l’artista si dedica a decorazioni di interni e ambienti pubblici, tentando di affermarsi e di ottenere nuove commissioni. Il rientro in Italia nel 1930 segna un ulteriore approfondimento sul tema del cibo, con opere ispirate sia alla cucina futurista di Filippo Tommaso Marinetti e Fillìa, sia alla tradizione culinaria trentina, rappresentata da scene di osteria.
Tra pubblicità e documenti storici
Negli anni Cinquanta, la produzione di Depero si arricchisce di nuove esperienze pubblicitarie, tra cui spiccano le collaborazioni con le Cantine Cavazzani e con Braibanti, azienda specializzata in macchinari per la lavorazione della pasta. La mostra si conclude con un prezioso corpus documentario che include manoscritti, lettere e materiale a stampa tratto dall’archivio storico dell’artista. Questi documenti accompagnano le opere esposte, offrendo al visitatore un quadro completo dell’itinerario artistico e personale di uno dei protagonisti più influenti del panorama artistico italiano della prima metà del Novecento.
Informazioni pratiche
La mostra è aperta al pubblico da mercoledì a domenica, dalle ore 11 alle 19. Lunedì e martedì la sede resta chiusa.
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