Villa Della Torre, la domus del Cinquecento nel segno di Giulio Romano

In concomitanza con le due grandi mostre che Mantova dedica al maestro della corte dei Gonzaga, a Villa Della Torre si è tenuto un incontro-confronto sui modelli vitruviani che "avvicinano" le due strutture.

Palazzo Te e Villa Della Torre: il celebre monumento commissionato da Federico II Gonzaga da una parte, la villa voluta dalla nobile famiglia veronese dall’altra, accomunate dalla mano di uno dei più grandi innovatori del Rinascimento. Proseguono così, a Fumane di Valpolicella, le celebrazioni per il decennale dell’acquisto della villa veneta da parte di Marilisa Allegrini.

In concomitanza con le due grandi mostre che Mantova dedica al maestro della corte dei Gonzaga, a Villa Della Torre si è tenuto un incontro-confronto sugli impianti dei modelli vitruviani che “avvicinano” le strutture e che hanno ispirato la caduta dei Giganti (Palazzo Te) e i camini zoomorfi (Villa Della Torre), le peschiere attraversate da un ponte e le spettacolari enfilade, fino al peristilio presente in entrambi gli edifici, pur con evidenti differenze stilistiche.

«Abbiamo sempre cercato dei legami tra queste due realtà bellissime – ha ricordato Marilisa Allegrini, presidente del gruppo vitivinicolo Allegrini – Abbiamo capito una volta di più che i punti di contatto ci sono veramente, che Villa Della Torre è un piccolo Palazzo Te e che dobbiamo procedere nelle nostre ricerche e nei nostri studi».

Massimo Bulgarelli, docente di Storia dell’architettura allo Iuav, è stata affidata una disamina analitica delle strutture. «Ci sono degli elementi che fanno pensare a una conoscenza diretta di Palazzo Te da parte di chi ha progettato Villa Della Torre – ha spiegato -. Anzi, vi si può forse riscontrare proprio la presenza di Giulio Romano, uno degli architetti più inventivi del Cinquecento italiano».

La studiosa Linda Wolk-Simon ha invece proposto un viaggio tra arte, sesso e divertissement nel lavoro di Giulio Romano, ciò che caratterizza in particolare la mostra di Palazzo Te, come sottolinea il direttore della Fondazione Stefano Baia Curioni: «Tutta la città di Mantova dedica un anno a Giulio Romano. Abbiamo avuto per la nostra mostra “Arte e desiderio” prestiti straordinari dai più grandi musei del mondo e siamo contenti di celebrare in particolare questo filone della sua produzione».

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