Una grande festa oggi al MusALab per celebrare i 90 anni di Franca Rame, un’artista che ha lasciato non solo una profonda impronta sulla cultura italiana e alla tradizione del teatro, ma che ha contribuito anche ad arricchire il patrimonio artistico e archivistico del territorio nazionale, ora conservato agli ex Magazzini Generali di Verona. Un’eredità che l’Archivio di Stato e MusALab si impegnano a custodire e valorizzare con passione e impegno, organizzando calendari di attività che coinvolgono cittadini, artisti da tutto il mondo, istituzioni e autorità e favorire la comunicazione, la formazione e l’informazione attraverso i linguaggi dell’arte.

Oggi l’ultima giornata del vasto programma proposto quest’anno, iniziato lo scorso 21 giugno in occasione della Festa della Musica e protrattosi per un mese con mostre, musica live, spettacoli e danza che hanno sublimato le potenzialità e il valore dell’Archivio Franca Rame Dario Fo. A partire dalle 11.30 si sono susseguite nella mattinata una visita guidata nelle sale del MusALab, l’ensamble vocale di Kairòs in ricordo dell’artista per festeggiare i suoi novant’anni ed esibizioni circensi. Nel pomeriggio, alle proiezioni di “Da bambinetta collezionavo le carte dei mandarini”, “Io e lei” e “Roberto Vecchioni racconta Franca Rame”, sono seguiti incontri con esperti, tra cui quello con Filomena Campus, della Central School of Speech and Drama di Londra, e Joseph Farrell, dell’università di Glasgow.

Tra i numerosi artisti che hanno esposto le proprie opere, Max Falsetta Spina, scenografo e fotografo. «Per l’occasione ho portato due opere inedite sul matrimonio di Franca e Dario, con una rappresentazione in collage della Basilica di Sant’Ambrogio, dove si sono sposati, e il cimitero monumentale di Milano, luogo in cui continuano a vivere insieme».

A ricordare Franca anche due artiste dal Libano, Maria-Christie Bakhos, docente associata all’Università Libanese e stage director di “A Woman Alone”, tratto dal monologo “Una donna sola” di Franca Rame e Dario Fo, uno spettacolo che ha visto Yara Zakhour recitare nelle vesti della protagonista “Sharon”.

La responsabile del progetto artistico ci ha raccontato i temi su cui si concentra il suo spettacolo: «ho deciso di adattare questo testo di Franca Rame – ha spiegato Marie-Christie Bakhos –  perché riflette su molti temi che riguardano la nostra società contemporanea, è un’occasione per presentarli e discuterne con il pubblico. In Libano lo spettacolo si svolgerà in doppia lingua, sia in libanese sia in arabo. Non riguarda solo la condizione femminile, ma quella di ogni cittadino moderno, fatta di ingiustizie, sofferenze e la costante ricerca della libertà, del diritto che ognuno di noi ha di esprimere il proprio io interiore, di “vivere”, invece che semplicemente “sopravvivere”».

«È la mia prima esperienza in Italia – ha aggiunto Yara Zakhour – sono davvero grata di avere avuto la possibilità di prendere parte a questo festival in ricordo di una grande artista. Lavoro nel teatro da cinque anni e oggi presento una breve lettura tratta dal monologo “Una donna sola”. Mi sento molto emozionata».

Questa sera, alle 21, al Teatro Laboratorio in piazza Arsenale lo spettacolo “Tutta casa, letto e chiesa”, con la straordinaria attrice Marina De Juli.