Scala 1:100, omaggio a Libero Cecchini

Scala 1:100 è il titolo della rassegna di progetti esposti presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Verona, in via S.Teresa 2, ex Magazzini Generali, dal 12 settembre al 4 ottobre 2019. Un tributo al decano degli architetti veronesi per il suo centesimo compleanno.

100 anni. Un traguardo straordinario che l’architetto veronese Libero Cecchini, decano dei professionisti scaligeri, si appresta a tagliare. A lui è dedicata la rassegna di progetti dal titolo Scala 1:100, che saranno esposti presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Verona in via S.Teresa 2 (ex Magazzini Generali), dal 12 settembre al 4 ottobre 2019.

Un omaggio all’architetto per il suo centesimo compleanno a cui sarà abbinata una cerimonia di consegna di una targa, da parte del Presidente del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C. Giuseppe Cappochin, che si terrà presso la sala Zanotto del complesso abbaziale di San Zeno Maggiore, giovedi 12 settembre alle ore 10.30.

Seguiranno i saluti da parte degli amministratori cittadini, rappresentanti del M.I.B.A.C. , INARCASSA e due interventi sulla figura dell’Architetto Cecchini da parte dei professori del Politecnico di Milano, Barbara Bogoni e Filippo Bricolo. 

1:100 è un esplicito richiamo alla scala “architettonica” principe di rappresentazione dei disegni di architettura e al tempo stesso, nel numero 1, sta racchiuso un mestiere che pur generando il lavoro di moltissime figure, da quelle professionali a quelle esecutive in cantiere, parte da 1 idea che l’architetto elabora, molte volte in solitudine, nei momenti in cui lo studio si è svuotato, il telefono ha smesso di suonare. Continuare ad avere quotidianamente nuove idee, che siano di sculture, installazioni, quadri piuttosto che di architetture, alla soglia dei 100 anni, è un privilegio che pochi hanno e una caratteristica che solo il mestiere dell’architetto e dell’artista forse consente. 

Nella mostra sono esposti 13 progetti, rappresentativi della carriera di Libero Cecchini, senza una volontà classificatrice o un ordine specifico: dagli interventi sul centro storico di Verona e Cagliari, dove la componente archeologica si fonda e rivive nella spazialità contemporanea dei contenitori ideati dall’architetto, agli interventi ex novo di edifici pubblici rappresentativi, quale la Camera di Commercio e gli Uffici Finanziari di Verona, fino alle residenze private, adagiate nelle pieghe del paesaggio, sia esso lacustre, di montagna o urbano. Tredici significativi progetti realizzati tra gli oltre 600 in più di settant’anni di professione. 

Cecchini
Il Premio alla carriera ricevuto all’interno delle celebrazioni per il Premio ArchitettiVerona 2017 e consegnato dagli achitetti veronesi il 16 novembre 2017. Per Cecchini uno dei riconoscimenti più apprezzati perché dato dai colleghi.

Vi sono anche rappresentati tre interventi, che hanno sicuramente formato il carattere e la conoscenza dell’architetto oltre che segni indelebili della città di Verona: la ricostruzione dei ponti storici della città, Castelvecchio e Ponte Pietra, e il salvataggio della collina veronese dalla speculazione edilizia. Interventi che segnano una collaborazione ventennale, tra il 1946 e il 1966, con il Soprintendente Piero Gazzola, che chiama Libero Cecchini, suo allievo negli anni del Politecnico, quale direttore operativo dei lavori di ricostruzione di una Verona profondamente segnata dal conflitto mondiale. La stagione post bellica con la voglia e l’entusiasmo di ricostruire la propria città e la presenza di un Soprintendente quale Gazzola, evidenzia uno spirito di grandi imprese corali realizzate correndo grandi rischi individuali, che il nostro paese dovrebbe essere capace di ripercorrere. 

La mostra è stata realizzata con il patrocinio e la promozione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Verona e dell’Associazione Culturale Architetto Libero Cecchini, su progetto grafico e allestimento degli architetti Barbara Bogoni, Vittorio Cecchini, Nicola Donisi e Laura De Stefano, con fotografie dell’archivio Fotografico dello Studio Cecchini, di Giulia Flavia Baczynski (Laboratorio di Modellistica del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano), di Bosse Eriksson e di Enrico Fedrigoli. 

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LIBERO CECCHINI 

Nasce a Pol di Pastrengo (Verona) il 28 Settembre 1919. Dopo il Liceo artistico frequenta la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove si laurea nel novembre 1944. L’anno successivo si iscrive all’albo degli architetti di Verona, a cui è tuttora iscritto con il n. 17. Al Politecnico conosce Piero Gazzola, nominato Soprintendente ai Monumenti di Verona nel 1941, con il quale Cecchini instaura un rapporto di collaborazione nella ricostruzione dei ponti di Verona distrutti durante la ritirata tedesca dal nord Italia: il ponte di Castelvecchio (1947), il ponte Pietra (1957). Fino al 1966 l’arch. Cecchini lavora presso la Soprintendenza ai Monumenti di Verona dedicandosi al restauro di edifici pubblici e privati: la villa Del Bene a Dolcè (Verona, 1945-1947), la sede della Soprintendenza stessa nei chiostri di San Fermo (1954). Sono di questo periodo anche i piani urbanistici per la ricostruzione del secondo dopoguerra. Il progetto per la Cittadella museale di Cagliari per conto dell’Università di Cagliari, che impegna Cecchini e Gazzola dal 1956 al 1979 riceve anche il Premio In-Arch 1989 per il “Restauro e la Valorizzazione di un complesso architettonico”.

Dal 1966 si dedica principalmente all’attività di libero professionista, realizzando importanti opere di edilizia pubblica, quali la Camera di Commercio di Verona e gli Uffici Finanziari di Verona (1966), oltre a scuole, case popolari e per anziani, ville e complessi residenziali. Continua anche l’attività di scultore, realizzando opere in marmo, bronzo e legno. Negli anni Settanta realizza grandi progetti edilizi, di restauro e di riqualificazione del centro storico di Verona tra cui gli importanti interventi nei complessi di via Cattaneo e via Adua. Continua anche l’impegno nel sociale: sono di questi anni il Brefotrofio provinciale, la Scuola materna di Boscochiesanuova, l’Istituto tecnico commerciale di Isola della Scala.

Negli anni Ottanta realizza importanti progetti di restauro, da menzionare in particolare quelli relativi ai lavori della Basilica di San Zeno (1984-1988), che gli valgono il Premio “Europa Nostra” nel 1993, di Porta Leoni (1986-1988), di Palazzo Forti (1986-2001) e degli Scavi Scaligeri inaugurando un personale metodo scientifico di restauro ed intervento sul costruito che gli vale l’incarico di insegnamento in Complementi di architettura tecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine (1981-1983). Libero Cecchini si definisce un “paesaggista dell’urbanistica” a sottolineare come nelle sue opere di restauro, architettura, design, urbanistica e scultura ci sia una forte connessione tra progetto e contesto: il riconoscere l’alto valore delle preesistenze, storiche e paesaggistiche, a cui deve sottostare il progetto. Nel 1996 fonda con il figlio lo Studio Libero e Vittorio Cecchini Architetti Associati, che partecipa a numerose competizioni nazionali e internazionali.