Crescono le realtà del territorio che si rendono disponibili per mantenere il bene comune. E aumentano i patti di sussidiarietà siglati dal Comune. L’ultimo, quello con l’Accademia di Belle Arti e la seconda Circoscrizione, per il restauro del monumento ai caduti di Quinzano. E gli studenti sono già al lavoro, per riportare al suo splendore l’opera di Domenico Zangrandi.

L’intervento, avviato a inizio luglio, è realizzato dall’equipe di studenti del corso di restauro dei mosaici, sotto la supervisione dei docenti Annalisa Marcucci e Manlio Titomanlio. Annalisa Marcucci, docente scuola di restauro, si occuperà nello specifico del restauro nella prima fase del cantiere. Poi il progetto sarà in cooperazione con Manlio Titomanlio che subentrerà nella seconda parte del cantiere.

«L’opera – racconta Elisabetta – è un mosaico contemporaneo realizzato su un cartone di Domenico Zangrandi, che ha vissuto proprio a Quinzano. Un mosaico eseguito su una sua opera da un marmista negli anni ’60, inaugurato poi nel ’68».

«La situazione climatica – prosegue Elisabetta –  ha portato al proliferare di un attacco biologico. Il mosaico sta abbastanza bene ma siamo appena in tempo per queste operazioni di restauro. Purtroppo l’esposizione al sole e alle intemperie hanno “cotto” (termine tecnico) la pietra, che è stata modificata nella sua struttura».

«Il restauro mirerà sicuramente alla conservazione del monumento, cercando di adeguarlo esteticamente. Sarà difficile riportarlo all’aspetto originale, ma è anche giusto che un monumento mostri la sua età, che è comunque un valore aggiunto. Stiamo quindi rimuovendo l’attacco biologico nell’area del mosaico e della fontana. Ripristineremo la gettata di cemento nella parte superiore e cercheremo di ridare nutrimento alla pietra che ne ha veramente bisogno».

Entro fine mese terminerà la pulizia di tutte le superfici e l’eliminazione degli effetti del tempo e degli agenti atmosferici. A settembre seguiranno alcune iniziative per far conoscere la storia del monumento, realizzato 50 anni fa, e il suo restauro.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo del Bacino Imbrifero Montano dell’Adige della Provincia di Verona e della ditta Fraccaroli. Quest’ultima ha fornito il ponteggio grazie al quale gli allievi possono operare in sicurezza.