Quattro appuntamenti con il teatro veronese

Amplia scelta, questa sera, per gli amanti del genere. In scena ad Avesa per la rassegna “Teatro al Verde” lo spettacolo “Aspettando Godot” per la regia di Gherardo Coltri. Tre appuntamente poi con “Teatro nei cortili”: "Sarto per signora" nel Chiostro S. Maria in Organo, "La vedova nera" nel Cortile S. Eufemia e "Allontanarsi dalla linea gialla” a Corte Ovest Arsenale.

Il teatro ancora al centro dell’estate veronese, protagonista di diverse rassegne nella nostra provincia. Quattro gli spettacoli in programma per questo venerdì 26 luglio.

Per la rassegna “Teatro al Verde” l’associazione culturale Quinta Parete mette in scena “Aspettando Godot“, replicando l’applaudito allestimento della C.T. “La Formica”. La regia del celebre capolavoro di Beckett, è affidata a Gherardo Coltri. Uno spettacolo tra assurdi e battute che arrivano schiette al pensiero diuna metaforica riflessione sull’Io, sull’attesa… su Noi.

Appuntamento alle 21:15 nel Parco Secolare di Villa Scopoli ad Avesa. Ingresso gratuito fino ai 14 anni per ragazzi accompagnati da un adulto, 9 euro il costo del  biglietto intero.

Per la rassegna “Teatro nei Cortili“, organizzata dal comune di Verona, 3 gli appuntamenti in programma in splendide cornici cittadine. Presso il Chiostro S. Maria in Organo in scena lo spettacolo Sarto per signora” della compagnia Gad Renato Simoni. Tre atti di Georges Feydeau in un libero adattamento di Sergio Ravazzin.

Nel Cortile S. Eufemia, alle 21.15, ultima replica per lo spettacolo “La vedova nera” della Compagnia Verbavolant. Nella Verona degli anni ’50  la vedova Rachele vive con la rustica figlia Berta dal linguaggio esclusivamente dialettale. Entrambe attendono, con trepidazione, la lettura del testamento del defunto marito/padre, ma le attende una grossa sorpresa. La regia è di Michael Romio.

In ultima, presso la Corte Ovest Arsenale alle 21.00, in scena Allontanarsi dalla linea gialla” della Compagnia Estravagario Teatro. In una sera di nebbia alcune persone a Puntofermo aspettano il treno. Il capostazione, felice per l’inaspettata compagnia, fa di tutto per rendere l’attesa piacevole. Attesa che si rivelerà, però, più lunga del previsto, costringendo i viaggiatori a confrontarsi con le loro diversità, le loro storie, le loro paure e la loro tolleranza. Regia a cura di Alberto Bronzato, testo di Francesca Mignemi.

È possibile acquistare i biglietti in loco prima dell’inizio dello spettacolo.