La Lessinia attraverso gli scatti di Marco Malvezzi

Il 24 e il 25 agosto il fotografo presenterà nella Sala Polifunzionale di Velo Veronese la sua mostra “Il mio sguardo sulla Lessinia e la voce delle donne”, con i racconti e le poesie di alcune scrittrici di montagna.

Quaranta scatti che imprimono i luoghi, i volti e i simboli della Lessinia, uniti a sette voci di donne che raccontano le sensazioni, i ricordi e la vita in montagna. È questo l’impegno del fotografo Marco Malvezzi, che attraverso la mostra “Il mio sguardo sulla Lessinia e la voce delle donne“, in programma il 24 e 25 agosto nella Sala Polifunzionale di Velo Veronese, vuole suggerire alla comunità e ai visitatori che scelgono di scoprire le bellezze della Lessinia un nuovo punto di vista, che mette in primo piano non l’aspetto naturale, quanto più quello rurale dei monti veronesi. Insieme a lui, Marisa Campedelli, Nadia Dal Corso, Sonia Campara, Elena Comerlati, Michela Canteri, Manuela Pomari e Daniela Sauro, che accompagneranno la mostra con i loro racconti e poesie, rivelando il legame che le unisce alla propria terra d’origine.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il fotografo, che ci ha spiegato come è nata l’idea della mostra di quest’anno e quali sono i soggetti che, più tra gli altri, ispirano la sua attività.

«Siamo giunti alla quarta edizione di questo appuntamento – specifica Marco Malvezzi – organizzato dalla Pro Loco di Velo nell’ambito del calendario estivo degli eventi proposti dal paese. Nelle scorse edizioni affiancavano i miei scatti anche quelli di altri autori, che, rispettando sempre il focus sulla Lessinia, proponevano ai visitatori differenti sguardi e stili. Quest’anno la forma è leggermente mutata: per la prima volta saranno esposte solo le mie foto ma, ad accompagnarmi, ci saranno anche la sensibilità e la penna di alcune donne del territorio, che raccontano il loro legame con la montagna».

«Tra le sette voci femminili, per esempio – aggiunge – ci sarà quella di Sonia Campara, nata e cresciuta a Roma, ma originaria di una contrada di Roveré, in cui da bambina passava le sue estati, insieme a tutta la famiglia. Nel suo brano scrive dei bellissimi ricordi che la legano a questo territorio, memorie che lei spera, un giorno, di poter concretizzare di nuovo, tornando a vivere qui».

«Per quanto riguarda invece le mie fotografie – prosegue – oltre alle classiche grandangolari, che offrono una vista d’insieme sul paesaggio lessinico, ce ne saranno delle altre in cui lo sguardo poggia sui dettagli, come quelli di un’architettura, di una mano mentre lavora, dei muretti in lastre. Sono le tracce secolari dell’uomo sulla terra che voglio catturare, l’aspetto rurale e umano della Lessinia è quello che mi interessa di più. Questo è anche il messaggio che voglio trasmettere con la mia mostra, per invitare le persone che passano di qui a cogliere questi particolari».