Il triangolo della compagnia Zeropuntoit

Il Chiostro di S. Maria in Organo ospita, fino al 19 agosto, lo spettacolo della compagnia teatrale veronese, dal titolo “Il triangolo no! Non l’avevo considerato”, con la regia di Andrea Girardi.

Dalla pagina Facebook della compagnia.

Prosegue la rassegna teatrale estiva con le compagnie amatoriali veronesi “Teatro nei cortili“, con nuovi e originali spettacoli in programma ogni settimana, fino a settembre. Dal 9 al 19 agosto, ogni sera alle 21, la compagnia Zeropuntoit, che quest’anno festeggia quindici anni di attività, propone al Chiostro di S. Maria in OrganoIl triangolo no! Non l’avevo considerato“, con regia e testo di Andrea Girardi, fondatore del gruppo teatrale nel 2004.

Di cosa tratta lo spettacolo? Non «di perfide insinuazioni sull’infedeltà reciproca alla Neil Simon, e nemmeno di piccanti situazioni sul “leit motiv” nell’impagabile stile di Noel Coward ma, per esplicito, della storia di normalissime persone, consapevoli o non consapevoli di tradire o essere traditi, in un loft all’ultimo grido spalancato sui tetti di una città qualunque che potrebbe essere proprio la nostra».

«Dove sta il divertimento? Sta nello scoprire, a vostro rischio e pericolo, ciò che accade nell’infernale sarabanda che si appresta a svolgersi a casa di una tenera e collaudata coppia che, per colpa della reciproca generosità nei confronti di un’altra coppia male assortita e in cerca di distrazioni, si ritrova una vera e propria invasione da parte di una pittoresca folla di scrocconi che trasforma il loro nido d’amore in una succursale dell’Appartamento di Billy Wilder, dove, peggio che nell’Albergo del libero scambio, l’insuperabile modello cui si rifanno queste commedie d’intrattenimento, il gioco al massacro degli equivoci e delle impreviste agnizioni finali si complica, si raddoppia, si triplica e si quadrupla in omaggio a quelle scatole cinesi di cui non si riesce mai a individuare il fondo».

«A nulla serve infatti seguire le traiettorie del socio senior o tenere il conto dei frenetici spostamenti dell’architetto di grido che si disloca sulla scena con l’empito incontrollato di un pupazzo animato. Come non conta cercare di comprendere l’invidiabile ingenuità di una coppia di sorelle “vintage”, il carattere irritabile di una cameriera frettolosa, la consapevolezza del graphic designer, la sensualità di una ragazza apparentemente mesta o lo charme e il savoir fair di un galantuomo d’altri tempi. Quel che conta è il puro abbandonarsi al piacere della risata!».

Per maggiori informazioni visitare l’apposita sezione nel sito del Comune di Verona.