Il nostro viaggio a Roma con il Film Festival della Lessinia

Il viaggio in treno e tutto il tempo per ripercorrere mentalmente i 25 anni della rassegna internazionale di cinema dedicata alle terre alte. Oggi a Roma, alla Casa del Cinema, la presentazione dell'edizione 2019, che si terrà a Bosco Chiesanuova dal 23 agosto al 1 settembre.

Mattina presto, la stazione di Verona nel suo volto estivo. In partenza con noi le autorità e le anime del Festival. Direzione? Roma. Comincia così la trasferta nella Capitale del Film Festival della Lessinia. Per i 25 anni della rassegna internazionale di cinema non si poteva che scegliere un palcoscenico di primo piano, quello dei giardini di Villa Borghese, nella Casa del Cinema di Roma. Insomma una presentazione ufficiale, preludio di quella veronese il prossimo agosto, all’ombra di Marcello Mastroianni.

Un anno importante, quello del 25esimo, per il concorso cinematografico dal respiro internazionale culminato con l’assegnazione dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, per la capacità rimasta intatta edizione dopo edizione, di «valorizzare e favorire la conoscenza delle realtà sociali, linguistiche, umane ed economiche della montagna».

Dieci giorni, 67 film, da 32 Paesi con 20 anteprime italiane. Un’offerta ampia, «più grande di noi», commenta con il sorriso Giancarlo Corradi, presidente dell’Associazione Film Festival della Lessinia. Lui c’era quasi dagli inizi, quando nel 1995 il Curatorium Cimbricum Veronense lanciò l’iniziativa a Bosco Chiesanuova. «Abbiamo cominciato con cinque o sei film» racconta Vito Massalongo alla guida della realtà «e ora siamo ancora qui, a far conoscere l’orizzonte sconfinato della nostra terra». 

Difficile, forse più di altre volte, scegliere un tema che fosse sintesi di questo traguardo e insieme spinta propulsiva alla sua evoluzione. La Madre Terra, un omaggio alla sua maestra di vita, ovvero la montagna. Attorno a questo si dipanerà il fitto intreccio di opere cinematografiche, incontri culturali, mostre e concerti perché racchiude il senso «del percorso iniziato 25 anni fa quando le tematiche ambientali non erano di drammatica attualità, come oggi. Da Bosco Chiesanuova anche quest’anno lanceremo forte il nostro grido di dolore e di speranza per la nostra unica madre, la Madre Terra» spiega il direttore artistico Alessandro Anderloni.

Tra gli ospiti che prenderanno parte alla dieci giorni di Festival, Franco Piavoli che aprirà e chiuderà la rassegna con i suoi due capolavori Nostos – il ritorno e Il pianeta azzurro. L’emblematico e quanto mai urgente appello del climatologo Luca Mercalli con il suo Non c’è più tempo, sarà al centro del cartellone culturale Parole Alte. La retrospettiva sarà disegnata da un omaggio commosso e duro alla Madre Terra, con un viaggio cinematografico nelle pellicole dedicate al pianeta (da Il Pianeta selvaggio del 1973, al nuovo Antropocene). Il Patrocinio del Ministro dell’Ambiente e di WWF Italia Onlus al Film Festival della Lessinia sottolineano la necessità di una puntuale sensibilizzazione sulle sfide che attendono il pianeta. Prima tra tutte, l’interrogativo degli interrogativi: come recuperare quel rapporto ancestrale, puro e sempre sul punto di andare perduto con la Terra. Quella natura, che un tempo lontano, anche se non lo ricordiamo, ci ha generati e permessi.