FFDL, il programma di domani 28 agosto

Prosegue con successo di pubblico il Film Festival della Lessinia. Domani sesta giornata di proiezioni con due appuntamenti con le pellicole in concorso. Nel pomeriggio prosegue FFDL+, con cortometraggi per i più piccoli, e il ciclo di incontri “Parole alte”. Alla sera concerto “Capoverde in Jazz project”.

Prosegue con successo di pubblico il Film Festival della Lessinia. La sesta giornata di proiezioni al Teatro Vittoria, mercoledì 28 agosto, prevede due appuntamenti con le pellicole in Concorso.

Alle 18 Lapü (Colombia 2019) di Juan Pablo Polanco e César Alejandro Jaimes accompagna nel mezzo del deserto di Guajira dove Doris, una giovane donna Wayuu, riesuma i resti di sua cugina per incontrarla per l’ultima volta. Questo rituale porta a confrontarsi con la morte e a fondere il mondo dei sogni con il mondo dei vivi.

Alle 21 la serata prende il via con il cortometraggio Are you listening mother? / Mi ascolti madre? (Germania, Turchia 2019) di Tuna Kaptan. È un filo rosso a segnare il confine da non oltrepassare. Quindici metri attorno alla casa, un perimetro invalicabile per una madre, accudita amorevolmente dal figlio nella sua condanna agli arresti domiciliari. Oggi, in Turchia, anche il più piccolo passo può diventare un atto di ribellione.

A seguire il documentario Life is but a dream / La vita non è che un sogno (Italia, Palestina 2018) di Margherita Pescetti che racconta della “avanguardia umana” che colonizza la Palestina. Gedalia e Shira sono nuovi coloni: si sono trasferiti in territorio palestinese assieme ai loro sei figli. Alla ricerca di una vita lontana da leggi e convenzioni, sugli altopiani desertici del Mitzpe Agit, conducono una vita spartana e spensierata, in uno dei luoghi più contesi fra due popoli.

Cisgiordania, insediamento ebraico illegale di Mitzpe Agit, 2013. Yisrael Lev gioca con una maschera all’esterno della propria casa.

Retrospettiva

Alle 11, al Teatro Vittoria, per la sezione Retrospettiva è in programma The wild blue yonder / L’ignoto spazio profondo (Francia, Germania, Regno Unito 2005). Il film, che porta la firma del regista Werner Herzog, propone uno sguardo rinnovato e la memoria di un passato che si riavvolge ai confini dell’universo. La bellezza del mondo, dalle montagne ai recessi dell’oceano ghiacciato, diventa canto che attraversa i cicli del tempo e immagina nuove dimensioni e universi remoti e fertili, nati da un riflesso terrestre.

FFDL+

Alle 16, al Teatro Vittoria, per la sezione FFDL+ l’appuntamento con i film d’animazione inizia con Derevo / L’albero (Russia 2018) di Hava Mukhiyeva. Hava e Adam vivono l’una accanto all’altro: un albero cavo è messaggero delle loro lettere e compagno dei loro giochi. Quando la ferocia degli adulti li dividerà, occorreranno anni all’ultima lettera per essere consegnata. Floreana (Danimarca 2018) di Lou Morton è ambientato in una remota isola nel futuro, dove ci si prepara per un’importante missione. Fra le rovine del nostro mondo, sommerso da acque e vegetazione, si lavora a un misterioso sodalizio fra uomini e animali. In Ashmina (Nepal, Regno Unito 2018) di Dekel Berenson il sogno della protagonista è andare a scuola, ma questo privilegio è riservato solo al fratello. Lei per guadagnare qualche moneta ripiega paracaduti per i turisti. L’incontro con un giovane viaggiatore potrebbe cambiarle la vita.

Tratta dell’avvio della scuola Mugalim / Maestro (Kirghizistan 2018) di Ibadylla Adjibaev. I bambini tornano in classe, dove l’insegnante li aspetta per le lezioni. Una piccola stufa
riscalda la stanza, mentre fuori la neve è alta, c’è sempre tempo per un giro in slitta. Dalle aule alla natura con Oh corbeau! Oh corbeau! / Oh corvo! Oh corvo! (Canada 2019) di Pierre Garcia-Rennes. Il corvo nero ha sempre creduto che il mondo fosse solo ombra e oscurità, ma quando il vento gli porta una piuma rossa, si mette in viaggio per scoprire che altri meravigliosi colori esistono. Infine El tamaño de la cosas / La dimensione delle cose (Colombia 2019) di Carlos Felipe Montoya. Storia di Diego, che abita in una capanna senza mobili, nel profondo della foresta pluviale colombiana. Un giorno trova una sedia di legno in mezzo agli alberi e la porta a casa. Con il padre scoprirà che le proporzioni delle cose possono cambiare.

Parole alte

Alle 16.30, in Sala Olimpica, l’incontro Parole alte affronta il tema “La poesia della terra: Hölderin e Leopardi”. La natura come terra-madre: per Friedrich Hölderlin è intrisa di sacralità, anche se ormai lontana e irraggiungibile, come nell’inno Alla Natura; per Giacomo Leopardi è amatissima, eppure capace di indifferenza e distruzione nei confronti degli esseri umani, come nella terribile Ginestra. Massimo Natale e Pier Alberto Porceddu Cilione, docenti dell’Università di Verona, raccontano di due poeti molto diversi eppure uniti da un analogo desiderio di colloquio con la natura. Introduce la filosofa Adriana Cavarero.

Musica

Alle 23, la Piazza del Festival si anima con le sonorità di Capo Verde in Jazz Project. Un viaggio nella morna, coladeira e funana: la tradizione musicale capoverdiana riscoperta in chiave jazz e soul senza per questo compromettere la sua originale intensità. Con Karin Mensah, cantante originaria delle Isole di Capo Verde, suonano Roberto Cetoli (pianoforte), Luca Donini (sax), Pier Brigo (basso) ed Ernesto Da Silva (percussioni).

Tutte le informazioni sul sito del Festival.