Un progetto editoriale declinato a percorso narrativo dislocato su strade, piazze e sentieri di Cerro Veronese. È quello che è stato inaugurato questa mattina, in contrada Lavello, ai piedi del Monte Viola, dove il protagonista assoluto di questa celebrazione, Don Angelo Vinco, nacque 200 anni fa, il 29 maggio 1819.

Allievo di Don Mazza, fu tra i primissimi missionari a lasciare il proprio Paese, l’Italia, ben due secoli fa, per raggiungere il continente africano e portare anche in quella terra, all’epoca difficilissima da raggiungere, la Parola di Dio.

A ricordare le sue origini, i suoi viaggi, i suoi scritti e le sue opere di bene, oggi c’è appunto un’esposizione permanente, ideata da Marco Zanchi, da titolo «Dalla Lessinia al Nilo – La storia di Don Angelo Vinco, missionario esploratore», composta di 22 banner informativi, distribuiti in 11 postazioni, e dislocati su un percorso di circa 6 chilometri lungo le vie e le contrade del Comune.

In contrada Lavello è presente la casa natale di Don Angelo Vinco e proprio qui si è voluto tagliare il nastro dell’iniziativa, condivisa tra il Comune di Grezzana, in cui la contrada ricade oggi a livello amministrativo e presente con il consigliere Giovanni Avesani, e quello di Cerro, con il sindaco Nadia Maschi e il parroco don Franco Dal Dosso, che a livello parrocchiale comprende Lavello.

Quella di oggi è soltanto una delle iniziative che compongono il ricco calendario di appuntamenti dedicati alla figura di questo straordinario missionario che ispirò il Comboni e che con il suo esempio, seppure breve, diede un impulso determinante all’opera missionario in terra africana.

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