Discovery art in Verona, mostra collettiva nella chiesa di S.Pietro Incarnario

L'associazione umbra Medusa, in collaborazione con la Società Belle Arti di Verona, porterà dodici artisti in esposizione collettiva nell'incantevole cornice della Chiesa di San Pietro Incarnario, a pochi passi dall’Arena di Verona.

La collaborazione tra enti, associazioni ed istituzioni, è alla base del lavoro dell’Associazione Culturale La Medusa, giovane e dinamica realtà del territorio umbro. Da alcuni anni, però, questa realtà opera anche in altre città italiane. Questa volta la collaborazione si stringe con la storica Società Belle Arti di Verona, con uno scambio culturale simbolico e dialogico.

Qualche mese fa infatti, alcuni artisti dell’antica società veronese, hanno esposto a Gubbio nella Chiesa di Santa Maria dei Laici. Ora, in un ottica di collaborazione e conoscenza dei territori, per il mese di luglio, l’Associazione La Medusa porterà dodici artisti in esposizione collettiva nell’incantevole cornice della Chiesa di San Pietro Incarnario, a pochi passi dall’Arena di Verona.

«Una nuova e stimolante tappa del nostro percorso – sottolinea Elisa Polidori Presidente dell’Associazione La Medusa – che ci vede impegnati fuori regione, con il medesimo entusiasmo e in un ottica di rinnovamento della mission dell’ente».

Gli artisti che esporranno a Verona, in ordine alfabetico sono: Emilia Alberganti, Liliana  Anastasi, Maria Cavallo, Mariano Dal Forno, Italo Duranti, Domenico “Memo” Fornasari, Antonio Franchi, Katia Lattuada, Cecilia Passeri, Isabella Puliafito e Ana Elena Sasu.

«Artisti di varia estrazione quelli presenti a Verona, da pittori a scultori, anche con nomi di grande prestigio – le parole di Tania Tagnani, co-curatrice della rassegna –. Discovery Art in Verona, rappresenta per noi indubbiamente una trasferta di grande spessore ed un occasione importante per  farci conoscere in ambito nazionale».

La chiesa di San Pietro Incarnario, a poca distanza dalle mura e da San Fermo, è il risultato di una ricostruzione recente, del XVIII secolo, ma vanta un passato assai importante. Fu fondata da un nobile veronese, il conte Milone, che ricavò un oratorio di forma allungata dai resti di una grande fabbrica di epoca romana. Questa parte, ora cripta, si trova sotto all’edificio moderno ed è raggiungibile dalla cappella che si trova nei pressi del campanile. L’affresco del XII secolo che segnava il presbiterio dell’antica aula sotterranea (si tratta di una serie di ambienti quadrati in fila, voltati a crociera), ora si trova nella chiesa soprastante.

La Mostra Discovery Art in Verona sarà aperta al pubblico dal 5 al 17 luglio. Per informazioni scrivere ad info@museogubbio.it