Cultura e turismo, il binomio che funziona

Allo Iat di Verona in crescita la vendita della Verona Card da 48 ore. Sono in crescita i visitatori di musei e monumenti cittadini.

cultura turismo Verona Francesca Briani
Francesca Briani allo Iat.

Per la prima volta il trend di vendita della Verona Card da 48 ore supera quello della tessera giornaliera, con una crescita del 16 per cento delle richieste rispetto al 2018. Un segnale che attesta l’aumento dei turisti che pernottano in città. Su tutti sale la presenza dei visitatori di lingua francese, tra cui svizzeri, belgi e canadesi.

Sono i dati rilevati dallo Iat di Verona. L’ufficio di via degli Alpini, che offre informazioni e accoglienza turistica, è a pieno regime e in agosto ha registrato fino a 900 presenze giornaliere, con un aumento del 5 per cento rispetto agli stessi giorni dell’anno scorso.

Tra i nuovi servizi offerti quest’anno, le visite guidate senza prenotazione. In due mesi sono state circa 500 le presenze ai tour organizzati dal venerdì alla domenica, con ritrovo per tutti alle ore 11 davanti allo Iat, per 90 minuti alla scoperta del centro storico.

Grande successo anche per il progetto ‘Verona for Kids’, dedicato ai più piccoli, per il quale sono state ristampate 50 mila copie delle mappe, andate esaurite in pochi mesi. L’iniziativa si è arricchita anche di nuovo merchandising, tra cui spille e calamite.

E se il turismo a Verona e provincia, dai dati dell’Osservatorio Regionale, nei primi quattro mesi di quest’anno tiene, con un leggero aumento dello 0,3 per cento, per un totale di oltre 2 milioni e 600 mila presenze, sono in crescita i visitatori di musei e monumenti cittadini. A primeggiare, come sempre, l’Arena e la Casa di Giulietta.

Questa mattina, a fare il punto della situazione l’assessore al Turismo Francesca Briani. «In attesa dei dati statistici regionali – ha spiegato Briani -, possiamo già dire che a Verona questa stagione turistica mostra una novità significativa che è la crescita del trend di vendita delle Verona card da 48 ore rispetto a quella da 24. Questo aumento si riflette sui pernottamenti in città ed è quindi una bella notizia per il nostro sistema turistico. Stiamo lavorando affinché i visitatori siano invogliati a restare più giorni per scoprire la Verona meno nota e quindi a spostarsi anche al di fuori dell’ansa dell’Adige. Ecco perché, dopo aver avviato diversi progetti per far conoscere i quartieri limitrofi, i forti e le mura, il cimitero monumentale e le chiese, proseguiremo l’operazione di valorizzazione dei percorsi alternativi».

«La nostra città ha tanti tesori che meritano di essere scoperti» conclude Briani. «I turisti che entrano allo Iat, che resta un fiore all’occhiello, sono attenti e curiosi e dimostrano grande interesse nei confronti dei tragitti particolari e meno frequentati».