Corpi migranti, la mostra che racconta chi perde l’identità

Inaugurata sabato 6 luglio la mostra fotografica “Corpi migranti, (bi)sogni, respinti, integrati, italiani”. Sarà possibile visitarla nell'atrio del Palazzo Comunale di Cerro Veronese fino al 1 settembre.

Una mostra fotografica sull’immigrazione in Italia per raccontare la storia, i sogni, la realtà di persone che nel viaggio che li conduce lontano dal proprio mondo di origine, perdono l’identità di esseri umani e diventano appunto “corpi”. Corpi imbarcati, corpi che si perdono in mare, corpi che vengono respinti. E ancora corpi che diventano illegali, corpi che vogliono tornare ad essere persone e lottano per l’integrazione.

Un fenomeno che sta cambiando gli assetti della società italiana ed europea, con cui tutti siamo chiamati a confrontarci. Partendo dalle immagini ciò che si vuole suscitare è una riflessione che metta a fuoco gli orizzonti di sensibilità. Solo così sarà possibile superare la diffidenza e la paura per maturare nuovi criteri di cittadinanza.

La mostra si articola in quattro sezioni. Si parte dalle cause che inducono le persone a lasciare la propria terra e ricominciare a vivere in un altro paese. Poi il rischio di essere respinti e di diventare clandestini. Si passa attraverso il successo di molti immigrati per giungere, infine, all’integrazione delle seconde generazioni.

Il percorso espositivo, valorizzando la sinergia di diversi linguaggi comunicativi, propone le immagini di fotografi e registi che hanno fissato situazioni, volti di uomini, donne, bambini che cercano un futuro lontano da guerre, persecuzioni e povertà. E rischiano tutto quello che hanno: la loro vita. Nascono così anche delle opportunità per chi accoglie e per chi è accolto. Una nuova visione di società multietnica dove la condivisione e la conoscenza reciproca rappresentano dunque la vera risorsa su cui tutti possono contare.

La mostra è stata tratta dal dossier corpi_migranti_dossier nigrizia (1), realizzato nel 2011 dalla Fondazione Nigrizia. Le fotografie esposte sono di Enrico Dagnino, Alan Maglio, Giuliano Matteucci, Medhin Paolos. I video sono realizzati da Alvaro Lanciai, Rete G2-Seconde Generazioni.

La mostra è chiusa il lunedì e il mercoledì. È possibile visitarla martedì, giovedì e sabato nelle fasce orarie  9-12 / 14-16 / 19-22, il venerdì dalle 9-14 / 19-22 e infine la domenica dalle 9-12 / 19-22.

Per informazioni: Tel. 045 7080963, donangelovinco2019@gmail.com oppure visitare www.donangelovinco.org.