Il Film Festival della Lessinia ha ospitato ieri il noto climatologo Luca Mercalli che, conversando con Alessandro Anderloni davanti ad un’attenta platea, ha parlato del suo ultimo libro, “Non c’è più tempo”.

L’incalzare di enormi e inediti problemi ambientali procede nella più totale indifferenza, mettendo a rischio le future generazioni. La “Nostra Madre Terra” ci rimprovera di “averla riempita di plastica, cementificata, calpestata. Ci ammonisce per spedito oggetti su Marte.

Sempre incisivo, pratico ed esplicativo, Mercalli spiega come ogni azione quotidiana sia importante e necessaria. «Il suolo è la nostra assicurazione per il futuro – racconta ai nostri microfoni -. Sul suolo facciamo tutte le cose che ci servono per sopravvivere. E non parlo di quelle a cui la società moderna da valore, la cementificazione. Penso semmai alla produzione di cibo, alla filtrazione dell’acqua che useremo poi per bere dai nostri acquedotti. Il suolo si occupa anche di mantenere stoccato un certo quantitativo di anidride carbonica che altrimenti andrebbe ad alterare il clima. Ospita una enorme quantità di vita e di biodiversità che dobbiamo salvaguardare. Il suolo è anche paesaggio e risorsa turistica».

Tutte cose, racconta Mercalli, che chiamiamo “servizi ecosistemici”. Servizi che non paghiamo, ma che non hanno prezzo. «Ogni volta che noi cementifichiamo un pezzo di suolo, che è un cambiamento irreversibile, ci condanniamo a non avere più questi servizi per il futuro. E quando i nostri figli e nipoti lo scopriranno, non potranno più fare niente per tornare indietro. Il suolo va difeso e salvaguardato oggi perché non se ne potrà più produrre di nuovo».

Ci rimane poco tempo per risolvere la crisi ambientale. E non si parla solo di suolo, ma anche di riscaldamento globale, inquinamento, di plastica negli oceani. Senza pensare a quello che non vediamo, ai composti tossici che si diffondono nelle acque, nel cibo, nell’aria.

«Il problema – conclude Mercalli – è che non vogliamo mai deciderci ad agire per cambiare gli stili di vita che produco questi danni, che peseranno soprattutto sulle generazioni future. E più aspettiamo, più questi danni diventeranno irreversibili. Dobbiamo agire ora».

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