Claudio Capitini: ritrarre gli “Incomparabili”

I protagonisti delle arti da incontrare attraverso un viaggio nel tempo e nello spazio, dagli anni Ottanta a oggi. Claudio Capitini ci racconta le “voci fuori dal coro” passate dalla nostra città. Giovedì la presentazione nella sede dei Gabrielli editori.

Incomparabili Claudio Capitini
Foto di copertina del libro di Elia Falaschi.

È un mosaico di ritratti, di “voci fuori dal coro”, che compongono l’immagine di quarant’anni di spettacolo a Verona. “Incomparabili – Voci fuori dal coro. Teatro, musica e un passo di danza” (Gabrielli Editori, 539 pagine), firmato da Claudio Capitini, raccoglie in tre sezioni le interviste ai grandi del teatro, della musica e della danza passati dalla città scaligera, dagli anni Ottanta a oggi.

Dopo “Le voci del teatro” (Marsilio), dedicato al Romano, ed “E lucevan le stelle (Gabrielli Editori), al festival areniano, in quest’ultima opera della trilogia c’è spazio anche per i protagonisti delle tante altre cornici veronesi dello spettacolo, dal Filarmonico al Ristori, dalle chiese ai cortili. «Dopo i primi due libri – spiega l’autore – mi era rimasta una ferita aperta». Un centinaio di interviste nel primo, altrettante nel secondo, ma molte ancora attendevano nella memoria e nel baule dei ricordi di Capitini.

«Mi sembrava che questi “incomparabili” mi chiamassero, per rimarginare quella ferita». Benigni, Mastroianni, Chiari, Monica Vitti, Milva, Morricone, Ughi, Peppino De Filippo: difficile scegliere anche solo i nomi da citare a titolo di esempio. Tutti uniti dalla caratteristica di essere unici, incomparabili. Non solo. Come recita il sottotitolo del volume, sono anche “voci fuori dal coro”. «Non si sono mai piegati al business, hanno tenuto la schiena dritta contro ciò che il mondo dello spettacolo chiedeva loro» dice Capitini.

Nel corso della sua carriera da giornalista e critico teatrale, l’autore ha intervistato tante grandi personalità. Lealtà, sincerità e grande lavoro di aggiornamento sono, secondo Capitini, le chiavi per una buona intervista. «Nei primi due minuti dovevo guadagnarmi la loro fiducia. Dovevo dimostrare di essere aggiornato su tutto ciò che avevano fatto, fino al giorno prima».

Nella composizione del volume, c’è un grande lavoro nella ricerca delle foto. Spicca quella di copertina, della danzatrice Carolyn Carlson. «È di un giovane fotografo, Elia Falaschi. Mi sembrava perfetta da associare al concetto di “incomparabile”».

Grandi nomi sono passati da Verona. Oggi, forse, allo spettacolo scaligero mancano certe vette. «Manca la competenza, che deriva da professionalità, rigore, continuo studio», è l’opinione di Capitini. «Non ci si improvvisa attori, cantanti o direttori artistici. Oggi il mondo della cultura lamenta la scarsa attenzione dalla politica. Sbagliando, perché cultura è anche business, se fatta bene. Ma serve competenza».

La prossima presentazione del volume è in programma giovedì 18 luglio 2019 alle 20.45 nella sede dei Gabrielli editori (Corte dei Libri e della Musica) in Località Cengia di San Pietro in Cariano. Dialogherà con l’autore la giornalista Camilla Madinelli. La serata sarà allietata da intermezzi musicali e da un rinfresco finale.