“Cinema del reale”, parte oggi la rassegna targata Ri-Ciak

Al via da questa sera “Cinema del reale”, la prima rassegna cinematografica tutta targata Ri-Ciak, il cinema di comunità a Veronetta.

Cinema del reale” propone un calendario di quattro appuntamenti, uno al mese da qui a marzo, in collaborazione con Fucina Culturale Machiavelli che ci mette a disposizione i suoi spazi.

Obiettivo del cartellone dare visibilità a un cinema “giovane e km zero”, ossia a documentari di registi under 35 provenienti da Veneto e Trentino.

Saranno ospiti in sala anche i/le registi/e, con cui si avrà l’opportunità di dialogare dopo la proiezione, per trasformare la serata in un momento di socialità, di scambio e di confronto.

Questa sera, alle 21, in programma presso Fucina Culturale Machiavelli, Teatro ex Centro Mazziano, via Madonna del Terraglio 10, “Paese Nostro“, di Michele Aiello, Matteo Calore, Stefano Collizzolli, Andrea Segre, Sara Zavarise. Un film collettivo sull’Italia dell’accoglienza diffusa, realizzato dagli autori ZaLab nel 2016 prodotto dal Ministero degli Interni ma mai distribuito.

Seguirà, il 27 gennaio 2020, il film “Vergot“, alle 21, di Cecilia Bozza Wolf: due fratelli, un padre soprannominato “Il lupo”, una madre invisibile. Una famiglia di agricoltori di una valle alpina dove culturalmente la gentilezza è segno di debolezza e i modi sono ruvidi. Il figlio più giovane, Gim, sta scoprendo la sua omosessualità, ma il padre non riesce ad accettarlo.

Il 25 febbraio, sempre alle 21, si svolgerà il terzo appuntamento, con la proiezione del film “Lupele“, di Razvan Hanganu e Mattia Parisotto. Lupele è una macchia d’alberi spelacchiati, un borgo tralasciato dalle mappe tra le colline della campagna moldava. Un racconto orale ci introduce alla vita intima dei suoi abitanti. Un teatro quotidiano per sopravvivere alla solitudine, dove animali, uomini e vizi danzano insieme fino alla fine del giorno.

Ultimo appuntamento il 17 marzo, alle 21, con “Che cos’hai per la testa“, di Enrico Meneghelliì e Sara Pigozzo. Carlo Zinelli, artista veronese degli anni 60, massimo esponente dell’Art Brut italiana, è diventato un pittore nell’ex manicomio di San Giacomo alla Tomba di Verona. Il documentario ripercorre alcuni momenti della sua vita, il legame con la sua città e l’arte come mezzo di espressione necessario e autentico.