#cisonoanchio: fare “rete” contro il bullismo

Il libro della giornalista Monica Sommacampagna esplora il mondo del web con gli occhi di un’adolescente che uscirà dal torpore dell’emarginazione per ritrovare il suo unico amico.

I social network possono essere luogo d’aggregazione dove  stringere amicizie virtuali, ma possono nascondere anche un lato più oscuro, che cela realtà inquietanti come quelle dell’emarginazione e del bullismo. Per questo la giornalista e scrittrice veronese Monica Sommacampagna ha cercato, tramite la protagonista del suo libro #cisonoanchio, Asia, di spiegare come i ragazzi d’oggi, i cosiddetti millennials, vivono il web.

#cisonoanchio è la seconda creatura della giornalista, che sul quotidiano veronese L’Arena spesso tratta di scuola e cyberbullismo, dopo L’uomo senza etichetta. Il libro, edito da Gabrielli Editori e in vendita dal 22 gennaio, sarà presentato il 2 febbraio alle 18 in Società Letteraria a Verona. Dopo i saluti della presidente della Società Letteraria, Daniela Brunelli, l’autrice dialogherà con la scrittrice e giornalista Maria Teresa Ferrari e con la psicologa giuridica Giuliana Guadagnini, che ha scritto la postfazione del testo. Nel frattempo saranno anche esposti alcuni dipinti e pastelli dell’artista Simone Butturini ispirati al romanzo.

La trama. #cisonoanchio è una sorta di diario tenuto dalla tredicenne Asia. La ragazzina, che abita dai nonni e arranca nella vita scolastica, ha un unico amico con cui ha stabilito un contatto tramite il social Telegram. Quando Cheng, questo il nome dell’amico, inizia a non farsi più vivo in chat Asia comincia a fantasticare sulle motivazioni di questo silenzio, mettendosi in testa che il ragazzino sia scomparso. Asia comincia quindi, tra la suspense generale, una ricerca dell’amico che sembra davvero essere sparito dai social. Il romanzo, narrato in un linguaggio giovane, veloce e diretto, si articola in un mondo che sembra buio e senza uscita per molti ragazzi e ragazze come Asia, ma che, in realtà, grazie soprattutto al sostegno della famiglia, può illuminarsi. La rete, in fondo, sa essere anche un luogo positivo dove poter dialogare e supportare altre persone.