Un documentario sugli esorcismi contemporanei

Federica-Di-Giacomo

Pensava che fosse un film che non si poteva fare. Ma alla fine, Federica Di Giacomo ha realizzato un documentario sul tema metafisico che inquieta e affascina da sempre. E sulla vita di Padre Cataldo, 77 anni, uno degli esorcisti più ricercati in Sicilia.

di Federica Lavarini

All’alba del 2020, perché parlare di esorcismo? In un comunicato pubblicato sul proprio sito internet, la diocesi di Milano scrive: «Per offrire questo ministero è sembrato bene integrare il collegio degli esorcisti diocesani e organizzarne il servizio. È possibile incontrare gli esorcisti solo previo appuntamento». Segue lista di undici preti esorcisti con orari e luoghi di ricevimento. Questo, forse, basterebbe a dimostrare quanto si stia parlando di una pratica assolutamente diffusa anche nell’era di internet, quando molti di noi si immaginano sia ancora un’usanza segreta e occulta. Guardando il film-documentario Liberami di Federica Di Giacomo si ha un’ulteriore conferma di quanto l’esorcismo non sia per nulla in via d’estinzione. Aggiungiamoci che il film ha vinto il premio Nuovi Orizzonti all’ultimo Festival del cinema di Venezia e intuiamo quanto il fenomeno sia di assoluta attualità. Federica Di Giacomo, regista spezzina trapiantata in Sicilia per girare il film, ha studiato il fenomeno e ha conosciuto molte persone che si sentono “possedute” dal male, bisognose dell’aiuto di un prete che le “liberi” dal demonio. La regista è stata ospite alla proiezione di Liberami, promossa dal Bridge Film Festival (BFF) al Centro di Cultura Polivalente Santa Maria in Chiavica a dicembre.

Federica Di Giacomo, come è nata l’idea del film?

Volevo fare un film che parlasse delle dipendenze, delle ossessioni che si acutizzano in tempo di crisi e, in quel periodo, mi trovavo in Sicilia dove per caso mi sono imbattuta in un annuncio che parlava di corsi di formazione per preti esorcisti. Così mi sono informata, avvicinata e ho iniziato a partecipare a dei riti di esorcismo.

Chi sono le persone che vanno dall’esorcista?

In genere tutti pensiamo si tratti di persone credenti, invece non è affatto così e questo mi ha sorpreso moltissimo. Ho assistito a rituali di esorcismo molto violenti, forti, dai tratti tragicomici a volte, ma che si inserivano in una giornata normale di una persona qualunque. Tant’è che una ragazza, dopo l’esorcismo, mi ha invitato in un bar per parlarmi tranquillamente della sua storia. La convivenza del fantastico ed eccezionale nel quotidiano è così forte che fin da subito ho pensato fosse un film che non si poteva non fare.

Come è stato possibile filmare questi riti?

Dopo una lunga frequentazione delle messe, dopo una relazione che si è stabilita sia con il vescovo, che formalmente autorizza alle riprese in chiesa, sia con i preti, con i quali abbiamo parlato moltissimo. Ci siamo sempre posti con un atteggiamento non giudicante, non avevamo pregiudizi, volevamo comprendere come interpretare questo fenomeno. Abbiamo capito molto della società contemporanea ed è questo il motivo per cui il film non si chiude in se stesso, ma apre nuovi orizzonti di senso su quanto accade davanti ai nostri occhi tutti i giorni. Penso sia questo uno dei motivi che ci ha fatto meritare il premio Nuovi Orizzonti a Venezia.

Diplomart, i prossimi appuntamenti sulla libertà (anche) del porno

Bridge Film Festival è un’iniziativa dell’associazione Diplomart che si svolge nel mese di luglio in spazi all’aperto della città. In Piazza San Zeno, a marzo, si terrà invece Box336, una manifestazione con tutte le associazioni culturali veronesi per raccogliere fondi a favore delle persone colpite dal terremoto del 2016 in Centro Italia.

RETTIFICA: Sul cartaceo di Pantheon77 (febbraio 2017) in cui è apparso l’articolo, è stata segnalata la proiezione del film-documentario Porno e Libertà di Carmine Amoroso, una retrospettiva sull’ingresso della pornografia nel cinema e nella cultura dagli anni Settanta, in programma per il 15 febbraio. La proiezione è stata cancellata e rimandata ad aprile. (Info: arewehuman2@gmail.com ; info@diplomart.org)