Love Film Fest in anteprima

Amelie

Sarà molto francese la seconda edizione della rassegna cinematografica che si svolgerà in Gran Guardia dal 10 al 15 febbraio. Abbiamo intervistato il presidente Nicola Fedrigoni per scoprire in anteprima i segreti del festival che celebra il sentimento.

di Erika Prandi

La seconda edizione di Love Film Fest ha come Paese ospite la Francia, una scelta non casuale visto il tema della rassegna. Cosa dobbiamo aspettarci quest’anno?

La scelta del Paese ospite di questa seconda edizione è stata fatta la scorsa estate, pochi giorni dopo, fra l’altro, il terribile attentato di Nizza. Abbiamo pensato di solidarizzare con la Francia anche in questo modo. Rendiamo omaggio ad un produzione per il grande schermo in gran parte intimista, che ha donato nella sua storia tantissimi capolavori alla cinematografia mondiale e che saprà sicuramente ammaliare anche il nostro pubblico. Sarà l’occasione per scoprire e per alcuni riscoprire capolavori imperdibili. Inoltre abbiamo voluto creare un sottotema più leggero come quello del cibo. Avremo un’anteprima veneziana l’8 di febbraio, in collaborazione con il gruppo de Les Fems du Cinema, e una veronese, in collaborazione con il Cinema Rivoli. Avremo anche, come già nella prima edizione, alcuni eventi collaterali, come la serata inaugurale del 9 febbraio, i convegni della mattina alle 11 (aperti e gratuiti per il pubblico) e incontri con personaggi del mondo del cinema. Per gli amanti dei cortometraggi, infine, ci sarà una sezione speciale che inaugureremo proprio quest’anno e che vede il gemellaggio con il Greenvich Village Festival di New York.

La rassegna l’anno scorso ha visto la partecipazione di circa cento persone a film. Secondo Lei quali sono i punti di forza del genere sentimentale?

Direi che nel complesso si è trattato, per essere una prima edizione, di un buon risultato. L’idea sarebbe di ricreare a Verona quella stessa atmosfera da festival che si respirava allora. In fondo, il genere sentimentale esiste da sempre e non tramonterà mai. Quando il cinema parla di sentimenti, d’amore, di passione, parla direttamente al cuore di ciascuno di noi. Ritrovare queste vicende descritte, spesso magnificamente, sul grande schermo è allo stesso tempo consolatorio e catartico e ci aiuta a capire un po’ di noi e del nostro mondo. Credo risieda soprattutto qui il successo di questo genere.

A volte la difficoltà maggiore si ha nel coinvolgere i giovani che risultano i meno interessati al genere. Voi come l’avete affrontata?

Non è semplice coinvolgere i giovani, soprattutto in un periodo come quello di San Valentino, quando tante commedie sentimentali di natura decisamente più leggera arrivano al cinema. Abbiamo comunque scelto alcuni titoli decisamente adatti anche alle più giovani generazioni (come “Moulin Rouge” e “Il meraviglioso mondo di Amelie”) e abbiamo coinvolto l’Università degli Studi di Verona, con un progetto legato al Professore di Critica Cinematografica Alberto Scandola, che ha curato direttamente un’intera sezione, quella dei Classici. Inoltre abbiamo proposto già nella prima edizione, e lo faremo anche quest’anno, alcuni titoli certamente importanti, ma allo stesso tempo non del tutto avulsi da logiche commerciali, proponendo un giusto mix di film d’autore e più leggeri, sperando che questa formula, col tempo, riesca a coinvolgere un numero sempre maggiore di ragazzi.

lovefilmfest.it

Box |Un video contest che sa d’amore

«Abbiamo ricevuto diverse decine di video e questa partecipazione ci ha fatto davvero piacere. Significa che siamo sulla strada giusta. Dobbiamo crescere, ma senza fretta, e aver proposto già un mini-contest per la sigla iniziale rappresenta una sorta di viatico necessario per arrivare, un giorno, ad un vero e proprio contest cinematografico. Il contest infatti, nelle future edizioni, potrebbe non riguardare soltanto la clip-sigla iniziale, ma anche altre sfere del festival. È, ovviamente, uno dei nostri obiettivi per il futuro».