Aspettando il Festival di Cinema Africano

Festival Cinema Africano

La 37esima edizione del Festival di Cinema Africano di Verona dedica il suo abituale appuntamento Aspettando il Festival di Cinema Africano “A chi esita“, per ricordare che la vita, la nostra e quella degli altri incalza, non aspetta.

E non possiamo più permetterci di esitare davanti a grandi questioni che ci mettono in discussione, come la migrazione, come le vite sospese delle tante e tanti migranti che arrivano nel nostro paese.

Per questo, lo spettacolo pensato per il 2017 al teatro Camploy, che vede in scena il Gruppo laboratorio teatrale di Emmaus Villafranca, vuole essere un momento non solo di narrazione del viaggio migrante ma anche di esortazione all’incontro, alla mescolanza, all’ascolto e alla creazione di qualcosa di differente, come sarà il secondo momento della serata, quello della inedita performance musicale realizzata da Stregoni Network Verona la sezione veronese del collettivo Stregoni  fondato da Gianluca Taraborelli “Johnny Mox” e Marco Bernacchia “Above The Tree”.

Un progetto che ha coinvolto oltre 200 richiedenti asilo in diverse parti di Italia, grazie a workshop che partono dalle musiche che i migranti hanno sui loro cellulari. Musiche che si incrociano con altre sonorità del paese di arrivo, per dare vita a incontri sonori tutti differenti, come lo siamo noi e come lo sono le persone che approdano sulle nostre coste. Un incontro da cui nasce lo spettacolo dal vivo che vedrà esibirsi musicisti locali, come il collettivo C+C=Maxigross, insieme ai richiedenti asilo che risiedono nella nostra città.

La serata di venerdì 27 ottobre inizierà con il Gruppo di Emmaus Villafranca e dalle parole profetiche che Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1962, “scenderanno a milioni…”,  per passare, attraverso la narrazione di “Solo andata”, al racconto del viaggio disperato e disperante che fa la sapiente penna di Erri De Luca, e  arrivare, per l’appunto “A chi esita”, e alla poetica scarna, diretta, politica di Bertold Brecht.

Tra questi tre grandi, altre voci e altri scritti: Salvatore Quasimodo,  Alda Merini, Dino Campana e… le voci dei migranti a Verona, letestimonianze dirette di chi è qui tra noi e che spesso non ci fermiamo ad ascoltare. E il racconto di chi con questa realtà si confronta tutti i giorni, Gianni Tomelleri, del Centro di accoglienza Il Samaritano e Nadia Gobbi della Cooperativa sociale Tinlè.

Una serata composita, volutamente creata a più voci, teatro-musica-testimonianze, per cercare di tracciare insieme una realtà che ci cammina accanto e che nella nostra città già cerca di fare la differenza. Una differenza mostrata nel foyer del teatro, dove sarà allestito un banchetto con i prodotti di sartoria creati dai richiedenti asilo ospitati nel Centro di accoglienza di Costagrande in collaborazione con Tinlè Cooperativa Sociale.

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