ArtVerona annuncia i premi “Zenato Academy” e “Sustainable Art Prize”
Redazione
È Zana Masombuka con l’opera Nodugwana II (2018, Digital print printed on archival Tecco Paper, 59,5×84 cm) presentata dalla galleria Cellar Contemporary, Trento, la vincitrice della seconda edizione del Zenato Academy per la fotografia under40.
Venerdì, nella giornata inaugurale della 20ª edizione di ArtVerona, la giuria composta da Nadia Zenato, Luca Panaro, direttore artistico di Zenato Academy e dal critico d’arte Alberto Fiz, ha scelto ieri di premiare le tre opere di Masombuka (nata nel 1995) come esempio dell’arte africana contemporanea impegnata a tramandare la storia del proprio Paese mediante una narrazione personale. Storie del passato e del presente si intrecciano per re-immaginare il futuro della sua popolazione.
Le fotografie, non prive di ironia, prendono ispirazione dall’infanzia dell’artista passata nel territorio rurale dello KwaNdebele, in un piccolo villaggio chiamato Siyabuswa, esaminando temi di modernità, tecnologia e ritualità, pur rimanendo profondamente radicata alle tradizioni culturali della sua comunità. Il Premio Zenato Academy conferma in occasione di ArtVerona la volontà di valorizzare e di promuovere i giovani artisti italiani e internazionali under 40 di maggiore talento che si esprimono attraverso il linguaggio fotografico.
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Vincitrice del Sustainable Art Prize, uno dei progetti di ArtVerona a supporto delle tematiche di sostenibilità, è l’artista Mercedes Lachmann presentata da Orma Art, Milano. Il premio, istituito nel 2017, dal 2022 coinvolge tutti gli Atenei veneti.
Questa la motivazione condivisa dalla giuria composta da Giulia Zompa, storica dell’arte contemporanea, Elena Semenzin, professoressa di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Mauro Varotto, professore di Geografia all’Università degli Studi di Padova, Matteo Nicolini, professore di Diritto pubblico comparato all’Università degli Studi di Verona: il lavoro di Mercedes Lachmann emerge come una pratica di sostenibilità e responsabilità ambientale sviluppata in un’ottica decoloniale. Unendo materiali naturali, saperi e memorie collettive, il lavoro dell’artista appare capace di stimolare una consapevolezza ecologica.
È stata particolarmente apprezzata la capacità dell’artista di impiegare, contaminandoli, materiali diversi e di unire la dimensione della cura con le tradizioni ancestrali amazzoniche aprendo una nuova prospettiva sui temi della sostenibilità.
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