Tinte d’Africa

Chi sono le donne africane? Qual è il loro ruolo nella società? Portano solo pesantissimi vasi in testa? La loro non è solo resistenza fisica, è anche una grande predisposizione del cuore ad amare, un amore che raggiunge anche chi non fa parte della cerchia familiare. Vi chiederete, perché parlare di loro. Ebbene, al Museo Africano fino al 3 dicembre sono rimaste esposte alcune fotografie che tratteggiano la bellezza e la fatica secondo gli occhi navigati di Angèle Etoundi Essamba, una delle fotografe africane contemporanee più note.

di Marco Menini

LA INCROCIAMO al Museo Africano dove è ospitata per la presentazione della mostra Afric In Print. Entro qualche ora un aereo la riporterà ad Amsterdam dove ora vive. Nata in Camerun, cresciuta in Francia e adottata dall’Accademia di Fotografia della capitale dei Paesi Bassi, Angèle sente profumo di casa in Africa. Un continente così vasto, eterogeneo, che è impossibile da schedare in una parola, anche se questa inizia con la “A” maiuscola. Cosa fa? Fotografa. Cerca la bellezza nelle irregolarità delle donne. In Afric in Print, la mostra esposta al Museo Africano fino al 3 dicembre che ritrae il paesaggio sociale del Mali, non ci sono nemmeno gli schizzi del colore come lo conosciamo noi. Dalle varie piante che la natura offre, si ricavano nuances, che una volta mescolate, diluite e rimescolate in diverse tonalità, offrono tinte brillanti e una vasta possibilità di espressione a chi le lavora. Ecco forse perché i colori imperano tra i vestiti delle donne africane (ndr).

LA FOTOGRAFIA di Angèle Etoundi Essamba è una fotografa umanistica, ancorata fortemente ai valori della comunione. Tiene stretto anche l’impegno, la fatica delle donne che lavorano sotto il sole cocente dell’Africa. Queste donne sono il soggetto principale dei suoi lavori, scorrendo dal vortice dei colori annaffiati sui vestiti, il cosiddetto savoir faire trasferito di generazione in generazione, al fenomeno della marginalizzazione. Chi è la donna africana ce lo spiega proprio in queste foto, con contrasti che prelevano un po’ di quella forza e di quel coraggio tipico delle africane e lo restituiscono allo spettatore. L’obiettivo è chiaro: spezzare i pregiudizi dell’ignoranza e lavorare in controtendenza con racconti sinceri.

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