Santa Maria in Stelle, il Pantheon è riaperto

Grande festa sabato mattina nella frazione del Comune di Verona che ospita l’ipogeo romano del I secolo dopo Cristo. Presenti in chiesa per celebrarne la riapertura il vescovo Giuseppe Zenti, il vicario per la Cultura della Diocesi Martino Signoretto, ma anche Alberto Giorgetti e l’ex sindaco Flavio Tosi che ebbero, in tempi diversi, un ruolo chiave per lo sblocco del finanziamento ministeriale.

(Foto: Elena Grigoli)

Una festa di un’intera comunità quella celebrata sabato scorso, 9 giugno, nel piazzale antistante la parrocchia dell’Assunta a Santa Maria in Stelle. Proprio sotto la pavimentazione della chiesa si trova l’antico ipogeo romano costruito dalla gens Pomponia nel I secolo, che con l’occasione è stato ufficialmente riaperto al pubblico dopo oltre dieci anni di chiusura per interventi di restauro.

Durante la giornata non è stato possibile scendere nel Pantheon visto il numero elevato di persone, ma grazie a un simulatore ottico messo a punto dalla start up Ximula, con la collaborazione di Verona Fablab, i presenti hanno fatto un tuffo virtuale nell’ipogeo. Le visite vere e proprie (prenotabili sul sito ipogeostelle.it) saranno possibili soltanto dal 16 giugno grazie al lavoro impeccabile dei giovani volontari ipogeo che faranno, a turno, da ciceroni per gli ospiti italiani e stranieri.

Il Gruppo, composto da una quarantina di ragazzi e ragazze debitamente formati e coordinati dalla responsabile Claudia Annecchini, ha avuto il grande merito di promuovere nell’ultimo anno attività di comunicazione e coordinamento finalizzate a valorizzare questo sito dal valore storico inestimabile, rispettando al contempo la sacralità del luogo e il suo delicato equilibrio strutturale.

Al taglio del nastro ha partecipato il vescovo di Verona Giuseppe Zenti, accompagnato dal vicario alla Cultura Martino Signoretto. Ad accoglierli in parrocchia è stato don Paolo Dal Fior, già cappellano del carcere di Montorio e parroco a Santa Maria in Stelle dal 1998, anno in cui sostituì il suo predecessore, don Emilio Garzotti.

Mons. Zenti, con un numero ristretto di persone, ha potuto osservare con i suoi stessi occhi il risultato dei lavori portati avanti dal restauratore Claudio Montoli, sempre coordinato dall’ingegner Luigi Antolini. Sguardi di stupore e meraviglia di Zenti per un tesoro finalmente ritrovato.

Presente in chiesa anche Alberto Giorgetti, che ebbe un ruolo chiave nel 2004 per lo sblocco di circa 400 mila euro arrivati dal Ministero dei Beni Culturali nelle casse del Comune di Verona, quando la proprietà del sito, e quindi la competenza, è della Diocesi. Con Giorgetti anche l’ex sindaco Flavio Tosi che prese a cuore, quand’era primo cittadino, la causa del Pantheon.

La Regione Veneto era rappresentata dalla consigliera Orietta Salemi, il Comune di Verona dalla consigliera Daniela Drudi. A dar man forte ai giovani volontari anche il Gruppo alpini di Santa Maria in Stelle e il comitato per gli affari economici della parrocchia rappresentato da Patrizio Del Prete. Una curiosità: davanti all’ingresso dell’ipogeo anche il maresciallo dei carabinieri Roberto De Razza Planelli, da sempre nelle Guardie reali del Pantheon di Roma.

 

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