Progetto SÅM: si riparte con la mostra “Nothing is Wasted

Dopo Calamita/à, partirà sabato 5 maggio alle 19.30, sempre a Fonderia 20.9, la nuova mostra del progetto SÅM, nato da un gruppo di fotografi che si sono posti l’obiettivo di esplorare visivamente la zona della Lessinia. Il secondo evento in programma è la mostra Nothing is Wasted, concentrata sul processo fotografico realizzata dal fotografo Mattia Balsamini e da Studio Fludd. L’esposizione sarà visitabile fino al 19 maggio.

È partito da qualche settimana e sabato 5 maggio, il progetto SÅM, presenterà il suo secondo evento in collaborazione con il Film Festival della Lessinia: la mostra Nothing is Wasted di Mattia Balsamini realizzata insieme al collettivo multidisciplinare Studio Fludd.

L’opening della mostra, che si terrà alle 19.30 a Fonderia 20.9, sarà visitabile fino al 19 maggio. A essere esposti saranno i “resti” di una spedizione fotografica al Lido di Venezia realizzata proprio da Balsamini e Studio Fludd un anno fa e che ha dato vita alla serie fotografica Wasted Arena. A Fonderia 20.9 saranno però le reliquie, salvagenti e pezzetti di denti come tools minuscoli e potenti a rappresentare l’avventura vissuta. Un’esperienza che aveva l’intento di rivolgere un’attenzione operativa ai dettagli fastidiosi dell’ambiente, un luogo così pieno di derive da far dimenticare le proprie intenzioni iniziali.

Mattia Balsamini è nato il 24 settembre 1987 a Pordenone. Trasferito nel 2008 a Los Angeles, inizia un percorso di studi presso il Brooks Institute of California con specializzazione nel settore pubblicitario. Nel 2011, dopo aver conseguito il Bachelor con menzione d’onore ritorna in Italia. Dal 2012 entra a far parte dell’agenzia fotografica LUZ ed a collaborare con testate nazionali ed internazionali. Dal 2012 è docente di fotografia presso il Master Interactive Media for Interior Design dell’Università IUAV di Venezia. Nel 2015 fonda, insieme alla graphic designer Lucia Del Zotto e la sociologa Gabriella De Domenico, il collettivo Fernweh, con cui vince la 99ma edizione della Mostra Collettiva Giovani Artisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Focalizza la sua attenzione su temi legati al territorio d’origine, il concetto di casa e il lavoro inteso come fattore identitario dell’uomo.