Origo. Quattro fotografi veronesi a confronto

Origo, mostra a Fonderia 20.9

Fonderia 20.9 inaugura venerdì 30 giugno una mostra collettiva di fotografia contemporanea.

Origo è un punto di partenza, è il principio di un progetto sul linguaggio fotografico contemporaneo, dove sono messi a confronto quattro giovani fotografi veronesi. La mostra collettiva, a cura di Valeria Marchi, invita a ragionare sul tema, vastissimo, dell’origine.

Ana Blagojevic, Elena Grigoli, Nicolò Lucchi e Silvia Sirpresi sono i quattro protagonisti della mostra ospitata a Fonderia 20.9. Il termine “origine” ha condotto i fotografi a riflettere sul concetto di provenienza, di ricerca, di nascita. I loro scatti rivelano dove questo progetto li ha condotti: all’interno di sé, della propria storia e delle proprie radici.

Il lavoro di Nicolò Lucchi nasce dal gioco, o meglio dal suo modo ludico di approcciarsi alla realtà, di osservarla. La parete da lui allestita combina carta da parati, fotografia e oggetto scultoreo e sembra suggerire allo spettatore che ogni fotografo, come un bambino, è un creatore di forme. L’assemblaggio è il linguaggio prescelto da Lucchi.

Silvia Sirpresi, invece, parte dalla tangibilità del corpo, ma arriva all’astrazione. Il suo gioco, diverso da quello di Lucchi, sta nel far dialogare due termini ambivalenti: pelle e supporto. La sua ricerca parte proprio dalla pelle intesa come stratificazione di segni, intesa come luogo in cui si manifesta il segno primordiale per eccellenza: la nascita.

«Incido le strade di una vita, della mia città, incido le origini, i ricordi e tutti i passi che ho percorso. Vago tra le macerie e le strade del mio corpo per trovare una nuova via da percorrere», così Elena Grigoli racconta il suo lavoro. Le sue fotografie parlano del corpo inteso come cartina geografica, come mappa dell’esistenza. Certamente debitrice del lavoro dell’Arte Povera e di un artista come Penone, la fotografa veronese scava sotto la superficie del corpo esteriore, scarnificandolo con delicatezza.

Una performance audiovisuale che unisce video, suono e fotografia è quella che Ana Blagojevic ha realizzato per Origo. La sua installazione fa immergere gli spettatori nelle emozioni che lei stessa ha vissuto nei suoi viaggi attraverso il territorio dei Balcani. Un’esperienza puramente emozionale quella della fotografa per «ricucire uno strappo con il luogo in cui sono nata, che non ho mai vissuto o conosciuto a fondo.» Partendo da Verona, lungo la costa fino ad Atene e poi ripercorrendo la risalita in solitaria, per passare anche dalla sua città natale Belgrado, Ana ha chiuso il cerchio con il suo passato giungendo, dopo più di 50 giorni, a Verona, “nuovo punto di origine”.

 

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