Muriel: come nasce la carta artigianale

Carta artigianale da Muriel

Sonia Padovanello ha creato Muriel, il laboratorio di carta artigianale dove saperi antichi si uniscono a tecnologie moderne. In delicati fogli di carta.

di Giulia Zampieri

DAL SUO ARRIVO in Europa, nel XII secolo, ogni giorno, ancora, continuiamo ad affidarle le nostre parole. Precise, le poche volte che stiamo attenti a soppesarle, vaghe, quando, distratti, vi annotiamo solo le nostre incerte impressioni. Chissà quante volte l’avremo accartocciata, strappata, scarabocchiata, la carta. Sonia Padovanello invece la carta la crea. A 25 anni appena compiuti, da gennaio si dedica infatti a Muriel, questo il nome scelto per una passione imprevista, che andava però assecondata: quella per la carta, fatta a mano, come una volta.

Dopo la maturità, un anno trascorso negli Stati Uniti e 4 anni di lavoro, passati non a caso tra carte e scartoffie, per una compagnia di assicurazioni, oggi Sonia trascorre le sue giornate nel suo laboratorio, trasformando il suo tempo in fogli di carta riciclata. «È nato tutto quasi per caso – ci racconta Sonia – durante il mio anno a Boston: stavo frequentando un corso di arte quando la mia insegnante mi suggerì di imparare a fare la carta riciclata».

È qui che Sonia si avvicina per la prima volta a questo antico mestiere: inizia sfogliando pagine e pagine per documentarsi, e poi provando nella propria cucina a dare nuova vita a vecchi fogli di carta. «E guardando i video di Sandro Tiberi!», precisa Sonia, il massimo esperto italiano nella fabbricazione della carta fatta a mano, poi incontrato durante un percorso formativo di sei mesi, promosso dal Museo della Carta di Toscolano Maderno. Un’occasione preziosissima per apprendere e conoscere i segreti e gli strumenti di un’arte così antica.

NOI LA INCONTRIAMO oggi, negli spazi di quel laboratorio delle meraviglie che è il FabLab di Grezzana, in Viale del Lavoro 2, con tanti progetti da realizzare. Mostrandoci i suoi strumenti di lavoro e il suo nuovo laboratorio, ci spiega come nasce un foglio: vecchi documenti triturati, impastati con acqua e colla, setacciati attentamente, e lasciati asciugare, con calma. Per le giornate in cui serve proprio un po’ di colore, basta poi un pizzico di curcuma per tingere un candido foglio di carta.

«Oltre alla carta riciclata, da novembre ho iniziato a collaborare anche con Filotimo (marchio veronese di abiti realizzati con fibre naturali, ve ne abbiamo parlato su Pantheon 60, ndr) utilizzando scarti di tessuti di canapa». Il concetto di riciclo infatti è tra i principi che più stanno a cuore a Muriel e la direzione verso la quale tendono i nuovi progetti di Sonia. Tra questi, sperimentare nuovi modi per tingere la carta con pigmenti naturali, come spezie o ortaggi, continuando a consumare e sprecare sempre di meno. E poi il sogno di dare vita a una vera e propria linea di prodotti Muriel.

DELLA BELLEZZA di dedicarsi, concretamente, a progetti da realizzare con le proprie mani Sonia ci parla con semplicità, quando ci confida che la sua caratteristica pignoleria lascia il passo alla soddisfazione quando vede il prodotto finito davanti a sé: partecipazioni, diari realizzati e rilegati a mano, carte create con fondi di caffè, fiori e petali, ma anche paralumi e targhette per abiti. E poi, c’è la bellezza di lavorare in uno spazio, quello del FabLab, che «mi permette di confrontarmi e collaborare ogni giorno con altri giovani come me». Quel manipolo di coraggiosi artigiani veronesi che, nelle nuove botteghe digitali, sta forgiando il proprio futuro.

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